
Di Michele Interrante
Un’occasione che non può restare cerimonia
Sabato 21 e domenica 22 giugno Roma diventa il laboratorio morale della Repubblica. Il Giubileo dei
Governanti e Amministratori, inserito nell’Anno Santo “Pellegrini di Speranza”, convoca deputati, senatori, sindaci e consiglieri da tutta Italia (e delegazioni di 60 Paesi) per ricordare che il potere è servizio e che il fine ultimo dell’azione pubblica è il bene della persona, non la rendita di consenso.
Il programma in sintesi
Sabato 21/6
11:00 – Pellegrinaggio attraverso la Porta Santa di San Pietro.
17:00 – Aula Giulio Cesare in Campidoglio: incontro sul “Debito ecologico” con il sindaco Roberto Gualtieri, il card. Pietro Parolin e il sen. Mario Monti.
20:30 – Concerto gratuito “Armonie di Speranza” in Piazza Pio XII, con artisti da Italia, Russia, Ucraina, USA, Venezuela, Giappone e Svizzera.
Domenica 22/6
12:00 – Angelus con Papa Leone XIV in settore riservato in Piazza San Pietro.
17:00 – Santa Messa presieduta dal Papa a San Giovanni in Laterano.
Tre letture critiche
1. Debito ecologico = debito politico
Parlare di ambiente in Campidoglio non è folklore verde: significa riconoscere che l’insostenibilità climatica è già ingiustizia sociale. Se l’evento resta solo un convegno, sarà l’ennesimo spot; se diventa impegno concreto nei bilanci locali, può inaugurare una stagione di “ecologia integrale” che unisce solidarietà intergenerazionale e sviluppo.
2. Spiritualità contro cinismo
Varcare la Porta Santa obbliga i partecipanti – molti portatori di potere, privilegi e contenziosi – a un gesto di umiltà pubblica. È un antidoto simbolico ma potente al cinismo diffuso nei palazzi: la politica, per essere credibile, deve ripartire dalla coscienza del limite e dalla cura dei “piccoli” prima che dei grandi elettori.
3. Il costo della speranza
Roma investe oltre 3 miliardi di euro in cantieri giubilari, tra nuove viabilità e restauro di siti storici. Un’occasione irripetibile di rigenerazione urbana, ma anche un bivio morale: se le opere resteranno cattedrali nel deserto o peggioreranno la vita quotidiana dei residenti, il messaggio di speranza si tramuterà in diffidenza.
Politica, fede, responsabilità: un triangolo virtuoso
Il Papa chiede una politica che non si vergogni della parola “carità”. Per chi – come noi – proviene dalla tradizione popolare e democratica cristiana, il Giubileo è memorandum e sprone:
Memorandum di una genealogia che lega De Gasperi, La Pira e Moro al presente.
Sprone a riportare nei consigli comunali e nelle regioni la grammatica del servizio, dove l’altro non è avversario ma destinatario di giustizia.
Conclusione: dalla Porta alla porta di casa
L’appuntamento del 21-22 giugno finirà in 48 ore; il mandato morale che ne scaturisce inizia il 23 mattina, quando i sindaci rientreranno nei municipi e troveranno strade rotte, bilanci esigui e cittadini esasperati. Lì si misurerà la coerenza fra liturgia e vita. Se sapremo trasformare il rito in progetto, il Giubileo dei Governanti diventerà una “porta santa” aperta sulle nostre città.
