Di Gallina Donato
MELENDUGNO (LECCE) — È crollato in mare l’“Arco degli Innamorati”, suggestiva
formazione rocciosa che si trovava presso i Faraglioni di Sant'Andrea, lungo la costa adriatica del
Salento. Il cedimento, avvenuto nelle ultime ore, ha interessato uno dei punti più fotografati del
litorale, meta ogni estate di migliaia di visitatori. L’evento è accaduto nella notte del 14 febbraio
giorno degli innamorati. Secondo le prime ricostruzioni, il crollo sarebbe stato provocato
dall’azione combinata del moto ondoso e dell’erosione naturale che da anni interessa la falesia
calcarea della zona. Non si registrano feriti: al momento del distacco non risultavano persone sotto
l’arco né in prossimità immediata della parete rocciosa. L’Arco degli Innamorati era una struttura
naturale scavata nel tempo dal mare e dal vento, diventata iconica per la sua forma suggestiva e per
la posizione panoramica a picco sull’acqua. Insieme alle scogliere bianche e ai faraglioni, costituiva
uno dei tratti più riconoscibili del paesaggio costiero di Melendugno. Negli anni, l’area era stata
oggetto di monitoraggi sporadici per verificare la stabilità delle rocce, ma il fenomeno dell’erosione
costiera resta difficile da prevedere con precisione. Tecnici e geologi sottolineano come le
formazioni calcaree del Salento siano particolarmente esposte all’azione meccanica delle onde,
soprattutto durante le mareggiate invernali. L’amministrazione comunale ha disposto un
sopralluogo urgente per valutare eventuali ulteriori rischi di distacco e verificare la sicurezza
dell’area. Potrebbero essere introdotte limitazioni temporanee all’accesso alla scogliera, in attesa
delle relazioni tecniche. Sui social, intanto, numerosi cittadini e turisti hanno espresso rammarico
per la perdita di un luogo simbolo, spesso scelto come scenario per fotografie, promesse di
matrimonio e servizi fotografici.
Gli esperti ricordano che episodi simili non sono isolati lungo le coste pugliesi e italiane.
L’innalzamento del livello del mare e l’intensificarsi degli eventi meteo estremi contribuiscono ad
accelerare processi naturali già in atto. Il crollo dell’Arco degli Innamorati riaccende dunque il
dibattito sulla necessità di un monitoraggio costante delle aree costiere più fragili e su eventuali
interventi di tutela compatibili con la salvaguardia dell’ambiente. Per il Salento si tratta di una
perdita paesaggistica significativa: un frammento di roccia che, per anni, ha rappresentato uno degli
scorci più romantici e riconoscibili dell’Adriatico pugliese.
G.D.
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