
Prof. Gian Paolo Leoncini –
Non ricordo l’anno ma era fine estate, e sono sicuramente passati molti , molti anni da allora. Ero sul mare sulla spiaggia. La giornata volgeva alla fine ed era tramonto, il cielo si stava tingendo di rosa , gli ombrelloni già chiusi , i lettini quasi tutti piegati e drizzati; salvo qualcuno per consentire a qualche romantico di continuare a guardare comodamente il mare, a fine serata. Anche io stavo osservando il mare appoggiato ad una ringhiera sopra lo stabilimento. Ero arrivato da Milano pochi minuti prima , il tempo di parcheggiare , ma mi godevo già la serata sul mare, e in attesa di andare a cena con la famiglia osservavo i colori , le forme e i suoni delle piccole onde che si rincorrevano allegramente fin alla spiaggia. Mi accorsi che non ero solo c’era un’altra persona che come me già da prima guardava o osservava con uno sguardo vivo e forte sormontato da un ciuffo più che ribelle . Eravamo solo noi in quel momento , e, osservandolo, nei suoi occhi ho visto una luce particolare che mi ha colpito. Educatamente mi sono avvicinato e abbiamo iniziato a parlare .” lei è un artista?” Lui mi guardò un po’ sorpreso e disse. “ sì , come ha fatto a capirlo?” “Da come osserva i colori e le forme della natura con emozione …” risposi . Ci demmo la mano presentandoci e da lì nacque una grande amicizia. Quell’uomo dall’atteggiamento e dal portamento semplice, era uno dei più grandi artisti scultori italiani del novecento italiano. Era Mario Pachioli originario abruzzese di Vasto ma cresciuto fisicamente e professionalmente a Firenze.
Come al solito, Firenze esalta l’arte dove c’è in anche solo in nuce. E in Mario c’era il talento di un grande grande artista. Io sono un medico cardiologo e purtroppo lui ha avuto problemi ed era stato operato. Ma mai questo gli ha impedito di continuare a fare il suo lavoro, anche con l’impegno fisico del mestiere di scultore creatore di opere terracotta in bronzo , refrattario etc sculture, alto rilievi etc… tutti straordinari . Era uno dei pochi che ha avuto la capacità e la autorizzazione vaticana di poter ritrarre San Pio da Pietralcina e San Giovanni Paolo II, ma era un artista a 360° che amava la vita, che amava il bello in tutte le sue forme , amava la donna come creatura mortale, ma anche soprattutto come generatrice di amore, di vita e come generatrice del nostro signore . Proprio in questi giorni a Firenze dal 18 al 26 ottobre, la Biennale di arte contemporanea , la Florence Biennale , espone una collezione delle sue opere anche se purtroppo il Maestro come lo chiamavo io con rispetto, ma con grandissima affetto quest’anno purtroppo non c’è e non ci sarà più con il suo sorriso e con le sue battute da fiorentino… Ma la mostra è anche una sua creatura , perche quando è stata ideata e fondata tra i primissimi ideatori e fondatori ..lui c’era ed era anche membro non secondario della giuria. Purtroppo nello scorso novembre una morte improvvisa lo ha rubato all’affetto degli amici e dei suoi cari , alla sua amatissima moglie Erica e la sua amatissima figlia Grazia. Saranno loro che prenderanno il suo posto sul palco alla premiazione, anche in occasione del premio speciale che sarà dedicato ad memoriam al Maestro Mario Pachioli.

Ma c’è un filo rosso che collega il maestro Mario Pachioli non solo a me Gian Paolo Leoncini, ma anche a questo territorio al territorio dei Navigli milanesi ed al Magentino. Nei suoi viaggi da me per le visite in ospedale, gli avevo raccontato la storia umana della Santa della città di Magenta .
Santa Gianna Beretta Molla era un medico pediatra proprio a Magenta (MI) deceduta a 40 anni nella primavera del 1962. All’epoca quando le fu diagnosticato un cancro fece la scelta se curarsi e salvare la propria vita oppure non curarsi e portare avanti in sicurezza la gravidanza. Lei, madre ante litteram, credente, vera e sincera non ebbe dubbi e scelse di salvare la vita che aveva in grembo rinunciando alla propria . In seguito ci sono stati poi i miracoli attribuiti a lei e comunque è stata beatificata e poi canonizzata ed ora siede tra i Santi. Mario conobbe questa storia attraverso di me e gli feci vedere la basilica di San Martino, la cappellina e poi i luoghi, i ricordi e le foto legati alla storia di questa santa, lui si commosse meravigliandosi di come una santa così non avesse ancora neanche una statua che la ricordasse..
Anni dopo ebbe un aggravamento dei suoi probemi cardiocircolatori per cui avrebbe dovuto essere operato d’urgenza per aneurisma dell’arteria aorta segnalata con tac ed esami approfonditi dall’ospedale di Firenze. Era ,ovviamente, con la famiglia molto preoccupato ma i tempi per il ricovero e l’intervento, dato il periodo e l’alto rischio si allungavano . E mi diceva che casualmente pregava proprio la Santa Gianna per salvarlo. Io mi offrii di farlo ricoverare nel mio ospedale e tentare di vedere di accelerare al massimo l’intervento parlando direttamente con il primario cardiochirurgo che conoscevo da anni e che si rese rapidamente disponibile vista l’urgenza. Io stesso lo portai in macchina da Firenze e appena ricoverato , come di regola, senza nulla togliere al rispetto degli esami fatti a Firenze, ripetei gli esami di routine tra i quali in primis l’ecografia del cuore e lì , la mia sorpresa fu grande perché dal mio esame risultavano misure nella normalità. Parlai con il cardiochirurgo e come di routine prima dell’intervento che sarebbe stato fatto d’urgenza, facemmo la TAC di controllo. La TAC confermò i miei nuovi dati che praticamente escludevano l’emergenza e la necessità di intervento. Pochi giorni dopo Mario, non c’è bisogno di dirlo allegro e felice tornò a casa guarito e senza intervento. La spiegazione ? Io sono un medico e sono abituato a parlare di numeri e di cose concrete. Però posso riferire quello che lui pensava , che aveva pregato Santa Gianna e Santa Gianna gli aveva fatto il miracolo.
E infatti con la gioia e la guida , a suo dire divina, fece effettivamente il busto di Santa Gianna che per lui era come una ricompensa, un ex voto, un ringraziamento u alla Santa che gli aveva donato una guarigione. Io sono un credente , quindi con rispetto so che con i miracoli non si scherza però da medico pluri specialista che da quarant’anni faccio questo mestiere in effetti c’è perlomeno da riflettere.
In ogni caso il Maestro ha potuto lavorare ancora per qualche anno, rimanendo legato a Magenta oltre che a me e l’ultima opera , l’alto rilievo in bronzo di Lorenzo il Magnifico sarà l’emblema della medaglia della Florence Biennale .
Al suo funerale celebrato in San Miniato al Monte nella toccante atmosfera della abbazia , ricordo ancora con commozione le profonde parole dell’abate he precedettero il ricordo dei tanti allievi ed amici appositamente venuti da ogni parte del modo per salutare non un personaggio famoso, ma un amico, una persona meravigliosa e generosa che trasmetteva l’amore per l’arte. Davvero un grande artista, autore di bellissime opere che vanno dal sacro al profano, sempre con lo spirito dell’amore per la vita e in particolare per la “Donna scrigno della vita “ come recita il titolo dello stand della collezione che la famiglia presenta alla Florence biennale di quest’anno.

1 commento
La vitaèuna è sequenza di momenti che possono stravolgere sia il momento e sia il futuro delle persone con le loro apettative, mè fantastico comprendere l’arrichimento che ha dato questa testimonianza princpalmente a chi ha vissuto ed anche a noi.
E’ bello sapere che non si è mai soli, ma la vita di tutti è parte integrante di questo meraviglioso mondo.
F.S.