Dal convegno di Grosseto al forum di Assisi, l’esponente UDC richiama la necessità di una nuova presenza dei cattolici nella vita pubblica italiana.
“La Dottrina Sociale della Chiesa – afferma Terrana – non è un’ideologia, ma un faro morale che indica la via del bene comune e della dignità umana.”
di Camarri Cesare.
Nel corso dell’ultimo anno l’On. Decio Terrana, Responsabile nazionale enti locali dell’UDC, ha rilanciato con forza un tema che attraversa la storia civile e spirituale del nostro Paese: l’impegno dei cattolici in politica come servizio al bene comune, fondato sulla Dottrina Sociale della Chiesa.
Dal convegno di Assisi del settembre 2024 fino all’incontro di Grosseto del 13 giugno 2025, Terrana ha ribadito che la politica, per chi crede, non può ridursi a competizione di potere o a mera gestione tecnica, ma dev’essere testimonianza di fede incarnata nella responsabilità pubblica.
“La Dottrina Sociale della Chiesa – ha spiegato – non rappresenta una terza via tra ideologie, bensì un invito permanente a costruire una società fondata sulla persona, sulla solidarietà e sulla sussidiarietà”.
Il dirigente centrista ha inoltre sottolineato la necessità di ricostruire un fronte unitario dei cattolici oggi dispersi tra indifferenza e frammentazione politica: “Senza un’anima cristiana la democrazia rischia di svuotarsi e diventare puro apparato. L’Italia ha bisogno di un nuovo umanesimo ispirato alla Parola del Vangelo e ai valori non negoziabili che custodiscono la dignità della vita e della famiglia”.
Il tema è stato approfondito nel testo curato dallo stesso Terrana, “L’impegno dei cattolici in politica. Un’alleanza per il futuro dell’Italia”, presentato in occasione del convegno di Assisi. In esso si evidenzia come la vocazione politica del credente non sia un optional, ma una forma alta di carità sociale che traduce la fede in opere concrete di giustizia, solidarietà e promozione della persona umana.
Durante l’incontro di Grosseto, Terrana ha insistito sulla necessità di una classe dirigente “capace di coniugare competenza e coscienza”, invitando i giovani cattolici a formarsi culturalmente e spiritualmente per servire la società. “Solo chi ha un cuore libero – ha affermato – può servire il popolo senza piegarsi agli interessi di parte. La fede, se vissuta autenticamente, genera libertà e responsabilità”.
Prof. Camarri Cesare.
