
Di Benedetta Chieffallo
Da ormai più di un ventennio la manifestazione del “ciuccio e ‘ra signorina” ha data fissa: il 12 di Agosto.
Ogni estate la festa riunisce sanmanghesi e non, trasportandoli attraverso le note della “Raspa” nelle lontane radici della tradizione del paese.
Cos’è esattamente la “Raspa”? È un pezzo bandistico particolare, che persiste e resiste ai suoni ormai forse troppo elettronici di una modernità che ha smarrito o dimenticato le origini lontane dei nostri nonni e bisnonni.
La “Banda Musicale Valle Del Savuto” peró, ci permette anche questa volta di fare un tuffo nel passato attraverso le note indimenticabili di questo simpatico motivetto, che appartiene un pó ad ogni abitante di San Mango D’Aquino, ogni emigrato lontano da casa ed ogni nuovo arrivato.
Caratteristica, folkloristica, ma anche simbolica la danza dei pupazzi di carta pesta che sgambettano in circolo, sul palco del rinomato Anfiteatro Comunale del paese.

Molti anni fa erano gli antichi artigiani di San Mango a realizzare le bambole di cartapesta che nascondono “l’uomo balllerino” e lasciano intravedere solo i suoi piedi. Nonostante il passare del tempo peró, San Mango resta ancorato saldamente a questa tradizione.
Non tutti purtroppo oggi conoscono il reale significato della manifestazione.
Come in tutti i paesi del Sud, gli antichi contadini consideravano la danza, il fuoco ed il canto accompagnato da suoni gutturali, importante rito propiziatorio contro gli spiriti maligni che avrebbero potuto danneggiare il raccolto dei campi, unico sostentamento degli antichi umili abitanti del Sud, fin troppo dipendenti e vessati dal volere e dal potere dei nobili e dei ricchi possidenti feudatari che occupavano le campagne meridionali.
Ecco quindi svelati i volti nascosti sotto le maschere: un umile lavoratore della terra, rappresentato dal laborioso asino e una signorina superba, altezzosa e ricca che fuma la sua sigaretta facendosi gabbo dei contadini del paese.
Oltre a non essere notato da una donna lontana dalla sua portata, il nostro amato “ciuccio” quindi, balla per schernire il suo padrone, per guadagnare il suo raccolto, per sconfiggere il potere.
Il fuoco di allora era purificazione dal maligno, festa, ma anche desiderio di libertá; mentre i fuochi artificiali di oggi dovrebbero ricordarci quanto è stato difficile per il meridione riuscire a liberarsi dal peso di chi occupava i suoi campi.
L’oppressore di ieri è quindi la signorina, la classe dominante che alla fine cede davanti alla danza, alla lotta, alla ribellione del povero asino. Il suo ballo travolge la ricca donna, la quale in fine si arrende alla tenacia dell’astuto contadino. La sua stessa sigaretta accesa prende fuoco e la sua testa scoppia. I poveri hanno vinto!
La speranza di un futuro migliore cominciava a ritmo della “Raspa”. La banda Valle Del Savuto quindi, anche questa estate ci permette di assaporare quella magia popolare, quelle note lontane, quella saggezza nascosta dietro riti pagani fin troppo ritenuti semplici balletti e ritornelli.
Dietro il ” Ciuccio e ‘ra signorina”, le penne all’arrabbiata sanmanghesi e i fuochi del 12 Agosto c’ è di più : c’è una tradizione che appartiene ad ognuno di noi, ci sono i ricordi di chi non c’è piú, ma è grazie al lavoro e all’umiltá di ieri che siamo qui oggi!
Lasciamoci emozionare dalla danza di questa meravigliosa festa e riscoprirne il valore, sono ormai pochi i piccoli borghi che mantengono in vita le feste del passato!
Le associazioni, i giovani laboriosi, gli abitanti di San Mango, insieme al Sindaco dott. Gianmarco Cimino vi aspettano già da ora per il 12 agosto 2026.

B. C.
