
Di Gallina Donato
Sono passati anni, ma il ricordo della tragedia della miniera di Bois du Cazier, a Marcinelle località nei pressi di Charleroi, resta una delle pagine più dolorose nella storia del lavoro e dell’emigrazione italiana. Era l’8 agosto 1956 quando un incendio scoppiato nelle viscere della terra uccise 262 minatori, di cui 136 erano italiani. Quel giorno, alle 8:10 del mattino, un errore umano provocò un disastro: un carrello venne inserito male in un ascensore sotterraneo, tranciando dei cavi e dando origine a un incendio. Le fiamme e il fumo tossico si diffusero rapidamente nei tunnel della miniera, intrappolando i lavoratori a centinaia di metri di profondità. I soccorsi si attivarono subito, ma per giorni non ci furono buone notizie. I familiari attesero in superficie con il fiato sospeso. Soltanto 13 minatori sopravvissero. Gli ultimi corpi vennero recuperati solo settimane dopo. Una delle frasi più drammatiche rimaste impresse nella memoria collettiva fu pronunciata dai soccorritori: “Tutti cadaveri”. Erano le 8 e 10 quando le scintille causate dal corto circuito fecero incendiare 800 litri di olio in polvere e le strutture in legno del pozzo. Dopo due settimane di ricerche, mentre una fumata nera e acre continuava a uscire dal pozzo sinistrato, uno dei soccorritori che tornava dalle viscere della miniera non poté che lanciare un grido di orrore: «Tutti cadaveri!».
I numeri: 262 morti, 2 Processi, 8 anni di udienze e rinvii, 6 mesi la condanna con la condizionale (per i due processi, che portarono nel 1964 alla condanna di un ingegnere), centinaia di famiglie distrutte.
Marcinelle divenne il simbolo dell’emigrazione italiana costretta a scegliere tra povertà e fatica, in cambio di un salario, spesso in condizioni disumane. L’accordo bilaterale firmato nel 1946 tra Italia e Belgio prevedeva infatti l’invio di manodopera italiana in cambio di carbone: per ogni 1.000 minatori, il Belgio avrebbe spedito 2.000 tonnellate di carbone all’Italia. Una sorta di “baratto umano” che oggi fa rabbrividire. I minatori italiani – molti provenienti da Abruzzo, Puglia, Sicilia e Molise – erano spesso poco tutelati, alloggiati in baracche e sottoposti a turni massacranti in condizioni di sicurezza inadeguate.
In Italia, la notizia della strage suscitò sgomento e indignazione. Per la prima volta si parlò apertamente della condizione dei lavoratori italiani all’estero, troppo spesso dimenticati. La strage di Marcinelle contribuì a una maggiore attenzione pubblica e politica per i diritti degli emigrati e per la sicurezza sul lavoro. Oggi, la miniera è stata trasformata in un museo della memoria, e l’8 agosto è stato proclamato dal Governo italiano come Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo.
Una data per ricordare Marcinelle e tutte le vittime del lavoro, perché tragedie simili non si ripetano mai più. Allego l’elenco dei nomi dei morti Italiani affinché ogni lettore possa ritrovare un parente se mai l’avesse dimenticato.

G.D.
Lista delle vittime italiane a Marcinelle l’8 agosta 1956 (dispersi secondo Le Soir)
A
- Raffaele Ammazzalorso
- Sisto Antonini
B
- Carmelo Baio
- Pietro Basso
- Rodolfo Batiocolo
- Assunto Benzoni
- Giovanni Bianconi
- Giuseppe Bontempi
- Pompeo Bruno
- Otello Bugliani
- Mario Burotti
C
- Salvatore Capoccia
- Sebastiano Campisi
- Orlando Canzone
- Guerrino Casanova
- Felice Casciato
- Ruggero Castellani
- Rocco Ceccomancini
- Francesco Cicora
- Edmondo Cirone
- Attilio Cirone
- Attilio Colangelo
- Giuseppe Corso
- Roberto Corvaglia
- Salvatore Cucinelli
D
- Giovanni D’Agoste
- Donato D’Astolfo
- Antonio Danisi
- Attilio Dassogno
- Lorenzo De Santis
- Pancrazio De Luca
- Paolo Del Rosso
- Enrico Del Guasta pisano
- Dino Della Vecchia
- Evandro Dellipasseri
- Eligio Di Donato
- Valento Di Donato
- Bartholomeo Di Cecco
- Nicolas Di Biase
- Santino Di Donato
- Antonio Di Pomponio
- Rocco Di Rocco
- Benito Di Biase
- Giovanni Di Pietro
- Nicola Di Pomponio
- Donato I. Di Biase
- Cesare Di Berardino
- Alfredo Di Donato
- Edo Dionigi
- Antonio Dipietrantonio
- Emilio Dipietrantonio
- Angelo Dominiani
F
- Camillo Ferrante
- Oriando Ferrante
- Pasquale Ferrante
- Giulio Fidanza
- Romano Filippi
G
- Antonio Gabrielli
- Giuseppe Geti
- Lino Gherardini
- Francesco Granata
I
- Orlando Iezzi
- Donato II Iezzi
- Gaetano Indorato
L
- Antonio Lachetta
- Antonio Lanetta
- Primo Leonardelli
- Vincenzo Lezzi
- Vito Larizza
- Domenico Lucciani
M
- Santo Martignano
- Francesco Martinelli
- Modesto Martinelli
- Adolfo Mazzieri
- Gabriel Menichelli
- Cosimo Merenda
- Antonio Molari
N
- Pasquale Nardachione
P
- Annibale Pagnezzi
- Francesco Palazzo
- Giuseppe Pallazone
- Esmeraldo Pallante
- Liberato Palmieri
- Olivaro Palozzi
- Pasquale Papa
- Ferrucio Pegorer
- Cesario Luigi Perdicchia
- Giuseppe Petaccia
- Ottavio Petaccia
- Secundo Petronio
- Mario Piccin
- Ciro Piccolo
- Salvator Piluso
- Giuseppe Pinto
- Giuseppe Polese
- Pietro Pologruto
R
- Sante Ranieri
- Calogero Reale
- Vincenzo Riga
- Giuseppe Righetti
- Donato Rocchi
- Osmano Ruggieri
- Camillo Rulli
- Rocco Rulli
- Cosimo Ruperto
S
- Antonio Sacco
- Nicola Salomone
- Natale Santantonio
- Donato Santantonio
- Giuseppe Semplicinno
- Carmelo Serrone
- Vincenzo Sicari
- Ernesto Spica
- Pasquale Stifani
T
- Abramo Tamburrano
- Sante Toppi
- Pantaleone Toppi
- Gabriel Travaglini
V
- Vito Venneri
- Salvatore Ventura
- Rocco Vita
- Roberto Vitali
Z
- Armando Zanelli
- Federico Zazzara
- Mario Zinni
