
Principio irrinunciabile: la spiaggia e il mare appartengono a tutti
Di Michele Interrante
L’estate 2025 ha visto alzare il tiro sulle spiagge libere della Toscana. Gazebo, maxi‑ombrelloni e “ritorni di fortuna” occupano aree destinate all’uso pubblico, mentre chi arriva trova spesso solo stabilimenti. Serve una regia chiara e rispettosa: la spiaggia è un bene comune, non un privilegio per chi arriva prima o paga di più.
Stato attuale: quanta spiaggia c’è… e quanta resta libera?
La Toscana ha circa 600 km di costa (305 km sulla terraferma, il resto sulle isole), con 270 km di costa balneabile .
Di questi, il 52,7 % è già occupato da concessioni tra stabilimenti, campeggi e complessi turistici .
Restano quindi circa 166 km di spiaggia libera (61 % secondo Regione, 39 % occupata) .
quasi un terzo della costa balneabile (circa 104 km su 270) è ancora realmente libera, ma queste cifre sono frammentate in scampoli costieri, non in vasti spazi continui.
Mappatura e luoghi accessibili
Esistono importanti porzioni indimenticate, dove cambia davvero la qualità dell’accesso:
Spiaggia della Lecciona (Torre del Lago / Viareggio): tratto naturale, ultimo nella zona della Versilia rimasto libero .
Le Spiagge Bianche (Rosignano Marittimo – Vada): circa 5 km di costa libera, sabbia bianca caraibica .
Cala Violina (Grosseto): gioiello della Maremma, accesso pedonale e libertà incontaminata .
Parco Costiero Rimigliano (6 km da San Vincenzo a Piombino): dune e pineta con ingresso libero e servizi minimi .
Marina di Vecchiano e Gombo (Parco di Migliarino, San Rossore): oltre 4 km fra natura e sabbia libera .
Spiagge segrete di Cala del Leone, Cala San Quirico, Baratti: insenature incontaminate, accessibili via sentieri .
Grazie a queste mappature precise e aggiornate, è chiaro dove chi vuole una spiaggia libera – e un mare condiviso – possa andare.
Critica: non basta solo prendere le misure
Controllo e sanzioni sono utili, ma rischiano di diventare pompi secondo caso senza prevenzione. Serve comunicazione preventiva, segnaletica chiara e sensibilizzazione del cittadino o turista.
Proporzionalità delle sanzioni: educare invece di punire chi ignora per ignoranza. Avviso, cartello, multa graduata.
Migliorare le spiagge libere: servizi igienici, docce, aree raccolta rifiuti, pulizia regolare. Una spiaggia bella è rispettata.
Uniformità normativa: serve un modello regionale (o nazionale) per garantire diritti equi su tutto il litorale, evitando norme comunali frammentate.
Nota finale a difesa delle spiagge libere
Chiamiamola memoria collettiva: 166 km di costa balneabile in Toscana restano liberi, un patrimonio ambientale e democratico. Questi spazi sono luoghi di libertà, incontro, svago, bellezza, purificazione. Basta una regola: la spiaggia, il mare, appartengono a tutti, non solo a chi può pagare o prenotare. L’accesso universale è un diritto, l’ambientazione pulita e condivisa è un dovere civico.
Le istituzioni devono agire con fermezza e buon senso: misurare, proteggere, valorizzare. Non assistere passivamente a “campi privati” sulla sabbia che precludono la vista, l’uso e la bellezza di tutti. Tutelare il mare è un gesto civico e umano: un segno di maturità culturale e di rispetto delle nostre responsabilità verso il futuro.
La Toscana ha ancora una buona parte di coste libere, ma serve vigore morale e amministrativo per proteggerle. La spiaggia – e il mare – non possono essere mercificati: sono beni collettivi, da difendere con regole chiare, impegno ambientale e rispetto delle libertà di ogni cittadino.
© Riproduzione riservata
