Il 25 novembre dal 1999 è la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.
Conosciamo tutti l’inflazione dell’appellativo di Giornata Internazionale o mondiale di qualcosa perché ce ne sono veramente tantissime, diciamo pure troppe….ma questa è davvero importante. È bello vedere in questa occasione, in quasi ogni angolo del mondo comparire i simboli delle scarpe o delle panchine rosse così come altri slogan,eventi e campagne per il rispetto delle donne e la lotta alla violenza contro di esse a tutte le età ed in ogni ambito.
Ma questa giornata è bella ed importante, anche perché è una occasione per combattere non soltanto la violenza fisica o psicologica o verbale . Non è soltanto l’occasione di combattere ogni tipo di maltrattamento, ma dovrebbe essere l’occasione per il riconoscimento in tutti gli ambiti sociali, della unicità della donna. Facciamo qualche riflessione un pochino più profonda del tradizionale plauso. I giovani, oggi, danno per scontati i diritti delle donne, almeno da un punto di vista giuridico, come una cosa normale, ovvia e che c’è sempre stata. Purtroppo non è vero. In realtà ad esempio, non nel Medio Evo, ma fino al 1946, le donne non avevano il diritto di voto e fino al 1981 la legge prevedeva il “delitto d’onore” e il “matrimonio riparatore”. Ma la stessa formula del matrimonio cattolico impegnava con giuramento la moglie alla “obbedienza “ al marito. Nei club o nelle istituzioni , od addirittura in certe professioni l’essere donna era un minus.
E del resto anche il grande Nietzsche cadeva nello stereotipo e sosteneva che : “l’uomo vero vuole due cose: il pericolo ed il giuoco. Per questo ama le donne”.
Quindi, non è sempre stato così , cioè che la donna, in quanto donna merita il rispetto e ha gli stessi diritti degli uomini. E qui viene una riflessione sul versante religioso. Una delle tante bellezze della religione cattolica è che è l’unico monoteismo in cui Dio rispetta e da onore alla donna ed al suo ruolo. Persino l’Onnipotente ha bisogno della donna. Gesù è figlio di Dio, con un padre terreno (putativo), ma ha una madre terrena vera, persino Lui non può non averla. Già Salomone con il Cantico dei Cantici evocava la potenza della bellezza e dell’amore. Nei vangeli, numerosi sono i dolci e rispettosi riferimenti alla Madonna, ma tanti altri ve ne sono in riferimento ad altre donne e non soltanto madri, donne amate dal Signore ed a cui per esempio per prime si rivela dopo la morte. E allora, quanto è bella questa serie di immagini e di riferimenti in cui una persona, una donna, non è importante, non è potente, perché vince in combattimento o perché è una forte guerriera od una atleta. La donna è importante, è potente proprio nella sua diversità e nella sua dolcezza, perché è lei lo scrigno della vita e dell’ amore. Oggi si pensa che il coronamento del rispetto per la donna sia raggiungere l’uguaglianza con gli uomini, nel senso proprio di azzerare ogni diversità, in tutto. Così si arriva a provocare una sorta di continua gara di numero di presenze nei ruoli dirigenziali, nelle professioni anche militari, nelle situazioni di forza e di pericolo e comunque di parità in ogni situazione. Ma in realtà la vera giustizia non è mai l’uguaglianza, nessuno è uguale a nessun altro, ognuno di noi , ogni creatura è unica ed irripetibile. Lo sosteneva già Montesquieu e lo riportava di Don Milani : “considerare tutti uguali è ingiusto”. La giustizia e la libertà sono nelle opportunità e nei diritti, ma viva le differenze . È bellissimo il fatto che la donna possa (se lo desidera) esprimere la sua dolcezza e sensibilità , possa essere libera (se lo desidera) di mostrarsi creatura capace di amare e di essere amata e soprattutto è meraviglioso che chiunque, particolamente una donna non debba temere di mostrarsi fragile. L’amore da sempre muove il sole e le altre stelle. È nella giungla o nella savana che conta solo la forza e la aggressività. Qualcuno sostiene che l’inizio della civiltà umana si dovrebbe datare non con l’uso di oggetti per combattimento od utensili, ma con la dimostrazione della sopravvivenza forse per anni nella comunità tribale di un individuo ferito con una frattura ossea, quindi fragile e bisognoso di cura. Ovvero la civiltà inizia con l’inizio dell’etica della solidarietà ovvero con la protezione e la cura da parte dei forti di chi è debole ed ha bisogno di aiuto . Uomini e donne non dovrebbero avere timore di mostrare dolcezza e sensibilità, perché non sono debolezze, ma doti. C’è una immagine bellissima di colui che forse è il più grande poeta arabo del novecento Nizar Qabbani , un siriano nato negli anni 20, che paragonava la donna “……all’erba, che si piega alla brezza , ma non si spezza davanti alla tempesta”. Del resto la storia presenta da sempre donne che hanno avuto ruoli di primissimo piano di potere. Molte sono le regine leggendarie da Didone alla Regina di Saba , a Cleopatra . E molto prima di Marie Curie e della nostra Levi Montalcini, già nel 4° secolo Ipazia ad Alessandria d’Egitto, fu maestra di Scienza, Astronomia, matematica e filosofia.. In mitologia nella Odissea occorrerebbe rivedere la figura della dolce e triste Penelope, che in realtà era una vera regina, che oltre a tessere e sciogliere la famosa tela nei venti anni di attesa del consorte,sedeva sul trono di Itaca .. e regnava, tenendo a bada anche i feroci e indisciplinati capi locali detti Proci. Sul monte Olimpo la stirpe immortale originata da Urano e Gea (la madre terra) i greci ponevano Zeus al vertice, ma mettevano comunque Giunone al suo fianco, mentre Artemide proteggeva la caccia, Atena proteggeva la guerra per causa giusta, ma soprattutto l’ingegno e la sapienza e Afrodite proteggeva l’amore. E per chi pensasse che le quote rosa non fossero rispettate nei divini incarichi e posti di potere tra gli immortali, ricordiamo che le muse e le Parche erano donne, come tutte le ninfe e molte altre creature dei boschi e delle acque. Virgilio nelle Bucoliche recita Omnia vincit amor.. e allora se la donna impersonifica l’amore , cosa ci può essere di più potente e bello? E cosa ci può essere di più contrario non alla legge ma alla natura stessa dell’essere umano, cosa può esistere di più obbrobrioso che fare prepotenza o violenza ad una donna?
Esistono le leggi , esistono i reati , esistono le punizioni, le condanne i risarcimenti , ma ciò che davvero andrebbe insegnato è l’educazione al rispetto, all’amore, alla non violenza, e, forse anche qualche lettura e qualche poesia potrebbero aiutare a crescere uomini migliori.
Buon 25 novembre a tutte le donne . E che ogni giorno, sia il vostro giorno.
Prof Gian Paolo Leoncini
