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Livorno, 16 luglio 2025 – È stata posata una targa in memoria di Carlo Coccioli al Famedio di Montenero – il luogo sacro dove Livorno onora i suoi figli illustri – ma ancora nessuna cerimonia ufficiale. Un’omissione grave, perché Coccioli, «scrittore assente» capace di parlare al mondo in tre lingue e di esplorare l’omosessualità, la fede, la resistenza, è tutt’altro che un nome secondario .
Un piccolo ritardo, una grande contraddizione
Il Rotary Club di Livorno – su proposta del giornalista Marco Ceccarini – ha gestito l’iter e, lo scorso novembre, il Comune ha deliberato per l’apposizione della targa nella quarta nicchia del Famedio . Le targhe analoghe in memoria di Adriano Lemmi e Anna Franchi sono già state inaugurate da marzo; quella di Coccioli, invece, resta nel limbo.
Chi fu Carlo Coccioli
Nato a Livorno nel 1920, medaglia d’argento alla Resistenza, Coccioli attraversò Italia, Libia, Canada, Bolivia e Messico, scrivendo in italiano, francese e spagnolo . Le sue opere – da Il cielo e la terra a Requiem per un cane – esplorano temi forti: omosessualità come amore, fede, conversione, alcolismo, animalismo. Le sue parole hanno incantato Pier Vittorio Tondelli, Carlo Bo e Curzio Malaparte .
Un merito da riconoscere
Tradotto in oltre venti lingue, finalista allo Strega e al Campiello, autore premiato e accostato al Nobel: un talento internazionale creato a Livorno, da onorare con coerenza . Nel 2023, l’Universidad Nacional de México ha tenuto un convegno a vent’anni dalla sua scomparsa . Nel frattempo, Livorno gli ha già dedicato una strada (2014) e la Livornina d’Oro (2019) .
Ora basta con le attese
Non servono lungaggini formali: programmare l’inaugurazione significa rispettare la città, la memoria civile, i valori umanisti che Coccioli ha vissuto e trasmesso. È urgente che la targa venga scoperta. Un piccolo atto – una data, un discorso, una stretta di mano – che restituisca verità.
Suggerimenti per il Comune di Livorno
Fissare subito una data per inaugurare la targa, con il Rotary Club e rappresentanti culturali.
Coinvolgere le scuole e la cittadinanza, magari con letture o incontri su Coccioli e la sua eredità culturale.
Utilizzare la cerimonia per riaffermare valori: inclusione, resistenza, dialogo tra culture e linguaggi.
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