
di Cesare Camarri – Presidente dell’Associazione Etica e Valori Cristiani.
In questo tempo di grazia, ci ritroviamo spiritualmente uniti in occasione del Giubileo dei Governanti e Amministratori, convocato dalla Chiesa per il 21 e 22 giugno. È un evento che rappresenta un segno di speranza e rinnovamento per tutti coloro che hanno ricevuto il dono — e la responsabilità — dell’impegno pubblico.
Come pellegrini del nostro tempo, anche noi varchiamo idealmente la Porta Santa, simbolo dell’amore misericordioso di Dio. Egli sempre ci chiama a conversione, a rinnovare la mente e il cuore, a vivere la politica come servizio e non come potere.
Il nostro impegno politico è una vocazione che si realizza nel compiere una missione. Ogni vocazione, per fiorire, ha bisogno di silenzio, preghiera, discernimento e fraternità. Con questo spirito desideriamo vivere il Giubileo: come un’occasione per lasciare che lo Spirito Santo purifichi le nostre intenzioni, ravvivi la passione per il bene comune e ci insegni a riconoscere nei volti dei più piccoli, dei più deboli, dei più dimenticati, il volto stesso di Cristo.
Se vissuta alla luce del Vangelo, l’esperienza politica può diventare una forma alta di carità. Ma non possiamo farcela da soli: abbiamo bisogno gli uni degli altri, della comunità, della fede, della preghiera. Abbiamo bisogno della testimonianza di chi ha servito prima di noi — penso a figure come Alcide De Gasperi, don Luigi Sturzo, Giorgio La Pira, Aldo Moro — e, soprattutto, abbiamo bisogno di affidare ogni giorno la nostra azione pubblica alle mani di Dio.
Come cristiani in politica siamo chiamati a essere luce che non si nasconde, sale che non perde sapore, lievito che fermenta le menti e rafforza la volontà di agire per il bene comune. Il nostro contributo non si misura solo in idee e programmi, ma nella testimonianza di una presenza diversa: mite ma ferma, umile ma profetica. Una presenza capace di portare speranza dove crescono la sfiducia e l’indifferenza.
Il Giubileo è anche tempo di ripartenza. E allora, ripartiamo da ciò che ci unisce: la fede nel Dio della vita, l’amore per il nostro popolo, la volontà di costruire un’Italia più giusta, più umana, più solidale. Ripartiamo dal Vangelo, che non ci chiede di fuggire dal mondo, ma di trasfigurarne la realtà con la forza della verità e della carità.
Che questo Giubileo ci trovi non spettatori, ma testimoni; non gestori di potere, ma servitori del popolo; non divisi, ma uniti nel nome di Cristo, per rendere presente — anche nel difficile campo della politica — il Regno di Dio.
Con affetto e fraternità,
vi abbraccio e vi accompagno con la preghiera.
In Cristo, nostro Signore e nostro Re,
Prof. Cesare Camarri
Presidente dell’Associazione Etica e Valori Cristiani
Impegnato per l’unità e la rinascita della Democrazia Cristiana

