
Di Michele Interrante
L’area Livorno–Collesalvetti è un SIN (Sito di Interesse Nazionale) con presenza di raffinerie, industria chimica, porto, traffico pesante e navale. Qui si registrano composti cancerogeni come benzopirene, benzene, metalli pesanti, PFAS, diossine, PCB e arsenico.
Un quadro complesso:
Raffinerie e traffico navale rilasciano idrocarburi policiclici aromatici e benzene, correlati a leucemie mieloidi, linfomi e tumori della pleura .
PM 2,5 e PM 10, presenti anche nel traffico urbano, mostrano associazione con l’aumento di leucemie acute, mieloidi soprattutto tra le donne .
PFAS (usati in tessile, agricoltura, industria), sospettati di favorire melanomi, tumori tiroidei e mielomi .
Amianto, responsabile di mesoteliomi con mortalità 3‑4 volte sopra la media nazionale .
Chi colpisce e dove
Fasce d’età e mortalità
L’area Livorno–Collesalvetti è un SIN (Sito di Interesse Nazionale) con presenza di raffinerie, industria chimica, porto, traffico pesante e navale. Qui si registrano composti cancerogeni come benzopirene, benzene, metalli pesanti, PFAS, diossine, PCB e arsenico.
Un quadro complesso:
Raffinerie e traffico navale rilasciano idrocarburi policiclici aromatici e benzene, correlati a leucemie mieloidi, linfomi e tumori della pleura .
PM 2,5 e PM 10, presenti anche nel traffico urbano, mostrano associazione con l’aumento di leucemie acute, mieloidi soprattutto tra le donne .
PFAS (usati in tessile, agricoltura, industria), sospettati di favorire melanomi, tumori tiroidei e mielomi .
Amianto, responsabile di mesoteliomi con mortalità 3‑4 volte sopra la media nazionale .
Chi colpisce e dove
Fasce d’età e mortalità
Giovani (0–19 anni): +92 % mortalità per tutte le cause, +145 % tumori SNC .
20–29 anni: +35 % tumori maligni, +104 % tumori tiroidei, aumenti di leucemie in questa fascia .
Generalmente, studi ISTAT/ISPO su dati 1971–2009 mostrano mortalità per tumori +4,8 % uomini, +8,1 % donne (2007–09).
Leucemie: +18 % tra le donne, +13 % linfomi non Hodgkin nei maschi, +50 % mieloma nelle donne.
Quartieri e micro-zone
Segnalati picchi (es. Stagno, Nord e porto): tumori polmonari e leucemie superiori alla media comunale. Mancano analisi dettagliate per quartiere.
Studi e prevenzione: che cosa c’è (e cosa manca)
Studi esistenti
Progetto ISPO-ITT (2010–13) studio epidemiologico sull’area Livorno–Collesalvetti, evidenziando eccessi di tumori e mortalità.
Il programma Sentieri (dal 2007), nel 6° Rapporto 2023 riporta eccessi di mortalità e ospedalizzazioni per leucemie, polmoni, pleura.
Studi su PM ambientale e leucemie simili (es. Cremona, Danimarca) mostrano correlazioni con aumento leucemie mieloidi, ma a Livorno mancano analisi geo‑referenziate sui singoli casi.
Cosa manca e serve urgentemente
Studio caso‑controllo per geo‑referenziare le abitazioni dei malati e stimare l’esposizione individuale ai contaminanti.
Dati aggiornati post‑2010 per analisi di ospedalizzazione e mortalità per micro‑aree.
Comunicazione trasparente ai cittadini e interventi di prevenzione ambientale e sanitaria dedicati, non limitati a stazioni di monitoraggio, ma attivi e partecipati
Conclusioni – cosa serve davvero
1. Studi scientifici rigorosi: indagini caso-controllo, bio‑monitoraggi, valutazione ambientale per quartiere.
2. Monitoraggio diffuso differenziato: centraline su petrolchimici, porti, zone densamente popolate.
3. Prevenzione sanitaria: screening mirati per fasce a rischio (giovani, quartieri industriali), diagnosi precoce.
4. Azioni ambientali concrete: bonifica SIN, controllo emissioni benzene, riduzione PM navale/industriale, gestione PFAS e amianto.
5. Coinvolgimento della cittadinanza: informativa, trasparente, partecipata.
6. Risorse e volontà politica: fino ad oggi il quadro mostra attenzione generica, ma manca un piano di salute pubblica e prevenzione attiva.

Livorno ha risorse scientifiche e conoscenze sufficienti. Il vero nodo è trasformare i numeri in studi rigorosi, e questi in politiche ambientali e sanitarie concrete. Senza un approccio sistemico e partecipato, il rischio è lasciare la popolazione in balia dei veleni e dell’incertezza. Uniti e consapevoli è possibile agire, difendere il diritto universale alla salute e spezzare il silenzio sulle cause dietro la sofferenza
Serve una presa di responsabilità da parte delle istituzioni sanitarie, della politica locale e della società civile: le vite delle persone non possono restare in balìa delle statistiche. Un’urgenza umanista, prima che sanitaria.
© Riproduzione riservata
