DI Gallina Donato
ROMA – Oltre il traguardo, oltre il tempo. La Roma-Ostia si conferma ancora una volta la mezza maratona più amata d’Italia e uno degli appuntamenti podistici più prestigiosi d’Europa. Il 1° marzo 2026, migliaia di runner. Oltre i 13.000 hanno colorato la Capitale lungo i 21,097 chilometri che collegano il quartiere dell’EUR al litorale romano, in un mix unico di sport, passione e spettacolo. Partenza come da tradizione nei pressi del PalaEur, tra l’adrenalina delle griglie affollate e il conto alla rovescia che ha fatto vibrare l’aria frizzante della mattina romana. Poi via, lungo la Cristoforo Colombo, arteria simbolica della città, trasformata per un giorno in un fiume umano in
movimento.La Roma-Ostia è nota per il suo tracciato scorrevole, ideale per chi cerca il personal best ma anche per chi vuole vivere un’esperienza unica tra città e mare. Dopo i primi chilometri tecnici, la gara si distende verso il litorale, con l’arrivo mozzafiato sul lungomare di Ostia: uno scenario che ripaga ogni sforzo. Anche quest’anno la partecipazione è stata internazionale, con atleti élite pronti a sfidarsi per il podio e migliaia di amatori provenienti da tutta Italia e dall’estero.
Famiglie, gruppi sportivi, runner alla prima esperienza e veterani: la Roma-Ostia è una festa inclusiva che unisce generazioni diverse sotto il segno dello sport. Grande battaglia nella gara maschile e femminile, con ritmi sostenuti fin dai primi chilometri. Il pubblico ha accompagnato gli atleti fino all’ultimo metro, trasformando l’arrivo in un’autentica celebrazione collettiva. Vincitore Michael Temoi (Kenya) con il tempo record di 57'59", vince invece per le podiste donne Janet Mutungi Nyiva (Kenya) Ma oltre ai vincitori, i veri protagonisti sono stati tutti coloro che hanno tagliato il traguardo: chi inseguiva un record personale, chi correva per beneficenza, chi semplicemente per il piacere di esserci e il personale di Croce Rossa Italiana presente con moltissimi assetti emergenziali dislocato lungo tutto il percorso, assetti provenienti da tutta la provincia e oltre, dal viterbese ad Anzio-Nettuno.
Nata nel 1974, la Roma-Ostia è diventata negli anni un simbolo della città. Non solo competizione, ma anche organizzazione impeccabile, volontariato, sicurezza e un indotto economico significativo per il territorio. Ancora una volta, la Capitale ha dimostrato di saper coniugare sport e grande evento, regalando un’edizione 2026 all’altezza della sua storia. Appuntamento al prossimo anno, perché la Roma-Ostia non è solo una gara: è un rito collettivo che unisce Roma al suo mare, passo dopo passo.
G. D.
