G.D.
In Spagna è stata inaugurata la riapertura del Tempio Massonico di Santa Cruz de Tenerife (Canarie) dopo un importante restauro finanziato con fondi pubblici (circa 3 milioni di euro).
L’edificio, costruito tra il 1899 e il 1902 dall’architetto Manuel de Cámara y Cruz su commissione della loggia Loggia Añaza 270 (una loggia massonica delle Canarie), sorge in Calle San Lucas a Santa Cruz. Dopo la dittatura di Francisco Franco l’edificio fu confiscato e destinato ad usi militari e civili fino agli anni ’90; nel 2001 passò al Comune di Santa Cruz. Secondo le autorità pubbliche spagnole, la riapertura serve a «recuperare la memoria della Massoneria, della sua difesa dell’uguaglianza, della democrazia e dell’educazione laica».
La riapertura e soprattutto il finanziamento pubblico all’edificio massonico hanno suscitato vivaci proteste da parte di esponenti della Chiesa cattolica, che hanno definito l’iniziativa come un segnale politico contrario alla laicità e persino anticattolico. Un sacerdote della diocesi di Almería, don Juan Manuel Góngora, ha commentato: “Ringrazio il ministro Torres per aver mostrato apertamente che il tanto decantato secolarismo si riduce, tra le altre perfidie anticattoliche, alla sponsorizzazione di una loggia massonica con fondi pubblici in una città chiamata Santa Cruz”.
Inoltre, la posizione della Chiesa cattolica sulla massoneria è ben nota: il Dicastero per la Dottrina della Fede nel 2023 ha ribadito che l’appartenenza attiva alla massoneria “è proibita” per un fedele, a causa dell’inconciliabilità dottrinale.
E’ interessante guardare i numeri dei Massoni o presunti tali, uccisi dal regime di Franco. Si parla di «archivi» con circa 80.000 nomi di presunti massoni stilati dal regime, anche se il numero reale dei massoni attivi era molto inferiore (5.000 – 10.000) prima della guerra civile. Quindi possiamo asserire che furono giustiziati 80.000 innocenti e quasi certamente 70.000 non Massoni, ma di questo la Chiesa cattolica non fa menzione e comunque verrebbe da chiedersi se per Juan Manuel Góngora i fondi pubblici vanno bene per ristrutturare solo le chiese (cattoliche) [ndr].
L’edificio, simbolo della massoneria in Spagna e delle repressioni del periodo franchista, viene valorizzato come bene culturale e monumento della memoria storica delle Isole Canarie. Il fatto che fondi pubblici siano stati destinati al restauro di un edificio legato a una loggia massonica solleva questioni sul rapporto tra Stato, religione e associazioni privati tema cruciale in molti Paesi europei.Il tempio rappresenta un caso locale che richiama più ampie riflessioni sull’eredità delle associazioni massoniche e sul loro ruolo nella storia democratica europea. Lo stile architettonico è neoclassico con ispirazioni egizie: colonne solenni, frontone triangolare, simboli massonici come l’Occhio onniveggente. Funzioni originarie: oltre che sede rituale, ospitava una scuola gratuita per la popolazione locale. Dopo anni di abbandono, il restauro è iniziato nel 2022 e ha raggiunto l’ultima fase nel 2025.
La riapertura del Tempio Massonico di Santa Cruz de Tenerife non è solo un evento locale, ma una pietra miliare in un più ampio dibattito su memoria storica, laicità e finanziamenti pubblici. Le proteste della Chiesa cattolica mostrano come il tema della massoneria resti vivo e sensibile ancora oggi nel contesto europeo. Per le Isole Canarie e la Spagna, è anche un’occasione per riaffermare un patrimonio meno conosciuto, ridando visibilità a simboli architettonici e associativi che erano stati dimenticati.
G.D.


