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di Michele Interrante
Padova può e deve ritrovare la propria vocazione, che ha radici profonde nella storia ma soprattutto futuro nella sua capacità di innovare e fare rete. Il senatore Antonio De Poli lancia con nettezza una proposta concreta: una Fondazione per il turismo in grado di agire su tutto il territorio provinciale con una visione coordinata e unitaria .
La sua non è una retorica vuota: cita le meraviglie del territorio — gli affreschi di Giotto, le mura medievali, le Terme Euganee, i Colli Euganei — risorse straordinarie che ancora oggi restano sottoutilizzate . È una denuncia implicita: la ricchezza c’è, manca la strategia.
Accanto al turismo, De Poli richiama l’urgenza dell’innovazione e della formazione dei giovani, suggerita dal presidente Santocono della Camera di Commercio. Serve un investimento serio su competenze digitali e STEM, pena la sterile fuga dei talenti .
Una verità che non può più essere ignorata: senza attrarre e trattenere i giovani, il tessuto socio‑economico è destinato a inaridirsi. La politica — e in questo caso la politica organica al territorio — deve offrire opportunità concrete, non slogan.
La proposta di una Fondazione turistica provinciale è ambiziosa, ma ineccepibile. Prende spunto da modelli virtuosi, come il lago di Garda, che unisce tre regioni in una promozione condivisa . Bisogna smettere di pensare in termini di campanili, e cominciare a costruire su un’area vasta.
Non basta però un’idea: serve una riforma vera degli enti locali, in particolare delle Province, troppo spesso impotenti e spaesate nella cornice del caos istituzionale post-Delrio . È urgente restituire ai cittadini la capacità di decidere attraverso
rappresentanze locali forti, in grado di governare servizi essenziali (scuola, infrastrutture, ambiente, turismo).
Padova non ha bisogno di facili slogan, ma di scelte concrete. Riprendiamoci il nostro futuro: innoviamo, formiamo, promuoviamo. Facciamo di Padova la capitale economica e culturale del Nord‑Est, con visione, unità e coraggio.

