In Medioriente scoppia la pace. La pace sia fra noi.
Dopo decenni di guerre e ritorsioni reciproche, l’unica via che resta è quella della riconciliazione fondata sulla dignità dell’uomo, sul perdono e sulla forza spirituale e morale del Vangelo.
di Camarri Cesare.
Nel cuore del Medio Oriente, dove la storia dell’umanità ha posto le sue radici più antiche, il linguaggio delle armi continua a soffocare quello della speranza. Ogni bombardamento, ogni rappresaglia, ogni atto di odio alimenta un ciclo senza fine, che non appartiene più alla politica ma alla disperazione. Eppure, anche tra le macerie e il dolore, resta viva la voce di chi invoca la pace come diritto e dovere universale.
Oggi la pace non può essere più soltanto un trattato, un tavolo di negoziato o una tregua temporanea. Deve diventare una scelta di civiltà. Occorre una rivoluzione morale che ponga al centro l’uomo e non il confine, la dignità e non la vendetta, il dialogo e non la forza.
Non esiste pace senza un pensiero nuovo sull’uomo e sulla sua dignità.
Quando parliamo di “nuovo umanesimo” non intendiamo un concetto astratto, ma una necessità concreta: tornare a riconoscere nell’altro un essere umano, prima che un avversario. È la consapevolezza che nessuna religione, nessuna nazione, nessuna causa può giustificare la perdita della pietà.
Il nuovo umanesimo chiede di rimettere l’uomo al centro della politica, della fede e della convivenza, superando ogni forma di odio identitario. È l’invito a guardare la sofferenza dell’altro come se fosse la nostra, e a costruire ponti dove per troppo tempo sono stati eretti muri.
La parola del Vangelo come fondamento di un umanesimo che ricomponga la frattura tra popoli, fedi e coscienze.
Questo nuovo umanesimo trova il suo fondamento nella Parola del Vangelo, che illumina la coscienza dell’uomo e lo richiama alla fraternità universale. Il messaggio di Cristo — “Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio” Matteo 5: 9— non è solo un ideale spirituale, ma una via concreta per la convivenza tra i popoli. Il Vangelo ci ricorda che la vera forza non risiede nella potenza, ma nell’amore capace di perdonare e di ricostruire.
Il Medio Oriente ha bisogno di un nuovo umanesimo fondato sulla certezza che la sicurezza non nasce dalla superiorità militare, ma dal riconoscimento reciproco e dal rispetto del dolore altrui. Finché un solo bambino sarà costretto a crescere nella paura, la pace resterà un’illusione.
Perché la pace, in fondo, non è un’utopia: è l’unica possibilità di salvezza rimasta all’uomo.
Prof. Cesare Camarri
Editoriale per la pace e il dialogo tra i popoli.
