
Domenica 9 novembre è stata la giornata mondiale dei poveri. Oramai ogni giorno o quasi è la giornata di qualcosa, c’è la giornata della pace del ricordo della terra della natura. Delle foibe, della liberazione degli animali dell’ambiente , del Braille, dell’educazione, delle vittime dell’Olocausto, delle zone umide, delle balene, dell’orso polare, della fauna selvatica, di azione per i fiumi, dei diritti dei consumatori, del passero, del legno, della semina, delle foreste, dell’acqua, della salute, della terra , degli animali da laboratorio, del pinguino , del tonno, della luce delle api, della migrazione dei pesci, delle tartarughe, dei parchi, quella senza tabacco e così via.
Talmente sono tante le giornate mondiali di qualcosa che alla fine le abbiamo svalutate e degradate togliendogli peso e significato . Ovviamente è un tragico errore perché in effetti almeno alcune di queste davvero celebrano e rappresentano un qualcosa di importante , di valore etico o morale. Ma la domenica 9 novembre , giornata dei poveri e per noi Italiani della Caritas , guarda caso anticipa alla domenica la ricorrenza di San Martino. Martino ricordato come Vescovo di Tours era vissuto a Pavia nel quarto secolo dopo Cristo, ma era originario della Ungheria che all’epoca si chiamava Pannonia. Il padre era un centurione romano e lo chiamò Martino in onore di Marte dio della guerra . Il nome funzionò e infatti divenne anche esso centurione . Avendo un grado abbastanza elevato ricevette in dotazione un cavallo, le armi ed una divisa completata dalla prestigiosa Clamide un mantello di buon tessuto bianco, o colorato,spesso di rosso, forse di lana.
La leggenda narra che una sera particolarmente fredda mentre era di ispezione si imbatté in un mendicante nudo . Non aveva con sé al momento niente per aiutarlo , ed allora con la spada tagliò il mantello per donargli almeno una sorta di coperta. Quel mendicante nudo in realtà , sotto mentite spoglie era Gesù che gli apparve in sogno per ringraziarlo. Il mantello , successivamente venerato come reliquia, magicamente al mattino era tornato intero e come nuovo. Martino si convertì lasciò la vita militare e divenne addirittura Vescovo in Francia a Tours. Molte chiese nel mondo riportano l’effigie di questo centurione romano a cavallo, che taglia il suo mantello con la
spada per donarne una parte al mendicante a terra. È un gesto semplice, ma come ci insegnano tutte le antiche scritture , i segnali, gli insegnamenti più profondi vengono sempre veicolati con simbologie semplici ed in un mondo dove il 99% della popolazione non sapeva né leggere né scrivere, per veicolare concetti o storie occorrevano metafore di facile comprensibilità e facilmente rappresentabili magari con una sola immagine. San martino è l’icona della carità cristiana , una persona che semplicemente condivide qualcosa con chi ha più bisogno. Si chiama pietà, rispetto , l’amore per il prossimo , solidarietà . Ma sopratutto semplicità. E forse aveva ragione Arthur Schopenhauer quando scriveva che si dovrebbero usare parole comuni per dire cose non comuni
. Oggi talvolta assistiamo a lunghi discorsi, progetti complessi, complicate collaborazioni che talvolta richiedono modifiche legislative e mille passaggi… per fare qualcosa che porti a qualcuno un minimo miglioramento della sua qualità di vita. Guardate invece quanto è semplice il gesto di una persona che vede un povero che ha freddo e non ha vestiti e lui, senza tanti discorsi , visto che possiede un mantello bello caldo gliene taglia un pezzo. Ci vuole un attimo.
Non è che gli trova un lavoro o la casa . E’un gesto piccolo se vogliamo , gli da solo un pezzo del mantello. Ma il gesto è importante , non si volta dall’altra parte e fa qualcosa , poco , ma qualcosa subito e di concreto.
C’è un dolce e bellissimo racconto “Il bambino e le stelle marine” di Bruno Ferrero, in cui si racconta di una tempesta che si era abbattuta sul litorale di una località turistica . Le onde avevano scaraventato sulla spiaggia centinaia e centinaia di stelle marine che con il ritrarsi della marea si contorcevano tragicamente nel fango. I turisti numerosi osservavano lo spettacolo, ma un bambino lasciò la mano del padre , si tolse le scarpine e si mise a rilanciare le stelle ad una ad una in acqua. Un adulto gli fece notare che pur con il suo impegno, non avrebbe mai potuto cambiare le cose perché le stelle erano tantissime e non avrebbe mai potuto salvarle tutte. Ma il bambino , con una bestiola nella sua piccola mano, sorrise e rispose semplicemente .“ Ho cambiato le cose per
questa qui”. Questa stupenda risposta fu deflagrante ..perché era una semplicissima verità. A poco a poco tutti i passanti, insieme si misero a rigettare le bestiole in acqua ..che alfine furono praticamente tutte salvate.
Oggi spesso pretendiamo di salvare il mondo o nazioni distanti migliaia di kilometri con campagne
pubbliche , raccolte .. convegni . Paroloni e progetti.. Mentre magari il vicino di casa è solo e magari non ha neanche la possibilità di procurarsi le medicine in farmacia, ma se lo incrociamo per le scale acceleriamo il passo…
Ecco il significato simbolico di San Martino , nessuno ci chiede di fare cose complicate, ma basta
fare qualcosa , sapendo che anche un piccolo gesto a volte può essere importante , e può
cambiare molto per qualcuno. Non dimentichiamolo.
Prof. Gian Paolo Leoncini
