
Di Gallina Donato
Dopo anni di battaglie civili e richieste da parte di associazioni di pazienti, il Parlamento italiano ha approvato in via definitiva la legge sul diritto all’oblio oncologico. Un passo importante verso una società più equa, dove la guarigione non comporta più uno stigma. Il diritto all’oblio oncologico garantisce alle persone guarite da un tumore di non essere discriminate in ambiti cruciali della vita, come l’accesso a mutui, assicurazioni, concorsi pubblici e adozioni. In concreto, chi ha superato una patologia oncologica e non presenta recidive da almeno 10 anni (o 5 per chi ha avuto diagnosi prima dei 21 anni), potrà non dichiarare la propria pregressa malattia nei moduli ufficiali. Questa legge che sembra destinata a una platea poco vasta passa quasi inosservata, ma proviamo a guardarne i risvolti. In passato, molti ex pazienti oncologici si sono trovati in situazioni ingiuste: negati mutui, polizze assicurative rifiutate, ostacoli nei concorsi pubblici. Tutto questo nonostante fossero clinicamente guariti. Il diritto all’oblio risponde a una semplice domanda di giustizia: perché continuare a pagare per una malattia che non c’è più? “Abbiamo combattuto il cancro. Ora vogliamo tornare a vivere, senza doverci giustificare ogni volta,” ha dichiarato Annalisa D’Angelo, portavoce dell’associazione “Vivere Dopo il Cancro”. La legge approvata prevede che:
- Non si possano richiedere informazioni sul passato oncologico oltre i termini stabiliti.
- Ogni trattamento discriminatorio basato su un precedente tumore sia illegittimo.
- Le istituzioni informino adeguatamente cittadini e aziende sul nuovo diritto.
È una normativa in linea con quanto già avviene in Paesi come Francia, Belgio e Portogallo, che da anni hanno adottato leggi simili. “Dal punto di vista medico, oggi molte forme di tumore possono essere curate completamente,” spiega la dottoressa Lucia Bianchi, oncologa presso l’Istituto Tumori di Milano. “Non ha senso che un ex paziente sia trattato come malato a vita.” Il diritto all’oblio oncologico è molto più di una norma giuridica: è un simbolo di progresso culturale, che riconosce la dignità di chi ha vinto una delle battaglie più difficili della vita.
Oggi, migliaia di italiani possono finalmente guardare avanti, senza da giudizi e pregiudizi infondati.
G.D
