
Di Gallina Donato
Negli ultimi dieci anni, Hammamet si è trasformata da semplice località balneare tunisina a vera e propria “piccola Italia” sul Mediterraneo. Le strade della medina risuonano ormai con accenti romani, napoletani e siciliani, mentre nei caffè si incontrano connazionali intenti a commentare politica, calcio e la vita “di là”, come chiamano ancora l’Italia. Oggi si stima che oltre 7.500 italiani risiedano stabilmente nella zona di Hammamet. Molti sono pensionati, attratti dal clima mite, dal costo della vita più basso e, soprattutto, da una tassazione più favorevole. Con una pensione netta che in Italia permetterebbe solo una vita modesta, qui si può vivere con agio: affitti tra i 300 e i 500 euro per case vista mare, sanità privata efficiente e servizi accessibili. “Pago meno di 80 euro al mese di tasse sulla mia pensione,” racconta Mario, 71 anni, ex ferroviere di Genova. “In Italia, solo il condominio costava più del mio affitto qui.”
Per sostenere questa crescente comunità, sono nate diverse associazioni di supporto. Tra le più attive c’è la Casa del Sole, che organizza incontri, attività culturali e supporto per pratiche amministrative. Ogni martedì mattina, il Comites di Tunisi apre uno sportello ad Hammamet per assistere i residenti italiani in questioni legali, fiscali o burocratiche. “Non siamo soli,” dice Rita, 65 anni, ex insegnante di Roma. “C’è sempre qualcuno che ti dà una mano, e le persone sono gentili anche se non parli arabo.” La cultura italiana è viva e celebrata. Nel 2024 e 2025 si sono tenute due edizioni di “Italia in musica”, un evento che ha visto la partecipazione di artisti italiani residenti in Tunisia. L’iniziativa ha avuto il patrocinio dell’Ambasciata e dell’Istituto di Cultura, trasformando Hammamet in un crocevia di arte e identità italo-tunisina. La figura di Bettino Craxi, ex presidente del Consiglio italiano morto ad Hammamet nel 2000, continua a essere un simbolo controverso ma potente della connessione tra Italia e Tunisia. La sua tomba è ancora visitata da molti italiani, politici e nostalgici inclusi. Ma non tutto è idilliaco. Alcuni lamentano difficoltà burocratiche, isolamento e mancanza di assistenza sanitaria pubblica. Inoltre, le recenti discussioni in Italia sul possibile blocco dell’indicizzazione delle pensioni all’estero hanno generato preoccupazioni. Il Comites ha convocato assemblee pubbliche per informare la comunità e tutelarne i diritti. “Abbiamo bisogno di rappresentanza vera, non solo di eventi,” ha dichiarato un residente durante l’ultimo incontro con il Console.
Hammamet non è solo un rifugio esotico per italiani in pensione. È una nuova patria, imperfetta ma accogliente, dove migliaia di persone hanno trovato dignità, serenità e un nuovo inizio a pochi passi dall’Europa. “Qui ho ritrovato la pace che l’Italia non mi dava più,” dice con un sorriso Maria Teresa, 69 anni, originaria di Bari.
G.D.
