Di Gallina donato
Donald J. Trump è ufficialmente il 47º Presidente degli Stati Uniti, giurando il 20 gennaio 2025 per il suo secondo mandato non consecutivo alla Casa Bianca, dopo aver già governato dal 2017 al 2021. Con un patrimonio stimato attorno ai 5,9 miliardi di dollari, è tra i capi di Stato più ricchi nella storia recente degli USA.
Il suo percorso politico è stato segnato da profonde divisioni e numerose controversie. Nel 2016 vinse le elezioni presidenziali contro la democratica Hillary Clinton, portando avanti un’agenda fortemente nazionalista e isolazionista. Tra le prime misure del suo primo mandato ci furono limiti molto rigidi all’ingresso negli Stati Uniti per cittadini di alcuni paesi a maggioranza islamica, oltre al ritiro americano da importanti accordi internazionali come il Partenariato Trans-Pacifico, l’Accordo di Parigi sul clima e l’accordo sul nucleare iraniano.
La gestione della pandemia di COVID-19 nel 2020 fu altrettanto divisiva: Trump contestò pubblicamente molte delle raccomandazioni degli esperti sanitari e venne criticato per aver promosso informazioni non verificate su trattamenti alternativi. Alle elezioni del 2020 fu sconfitto da Joe Biden, ma rifiutò di riconoscere la vittoria e avanzò ricorsi per presunti brogli elettorali, tutti respinti dai tribunali. Durante quei giorni, il 6 gennaio 2021, sostenitori del presidente assaltarono il Campidoglio: per questo Trump venne nuovamente messo in stato d’accusa dal Congresso per “incitamento all’insurrezione”, diventando il primo presidente nella storia americana ad affrontare due procedure di impeachment, entrambe concluse con l’assoluzione dal Senato.
Nel corso della campagna elettorale del 2024, Trump affrontò anche una causa penale significativa nello Stato di New York per il pagamento di denaro alla pornostar Stormy Daniels. Nel maggio 2024 fu condannato da una giuria su tutti i 34 capi d’accusa di frode nei documenti d’affari, rendendolo il primo presidente nella storia degli USA condannato per un reato penale. Nonostante la condanna, il giudice decise di non imporre pena, in parte in considerazione del fatto che Trump era stato rieletto e si apprestava a tornare alla guida della nazione.
La sua seconda presidenza non è priva di polemiche. Negli ultimi mesi, Trump ha rilanciato posizioni aggressive sulla scena internazionale, inclusa la pressione sulla possibile acquisizione o controllo della Groenlandia, suscitando reazioni contrarie da parte di governi alleati. Sempre in gennaio 2026, ha pubblicato sui social media un’immagine alterata raffigurante una mappa in cui Canada, Groenlandia e Venezuela appaiono come territori degli Stati Uniti, scatenando critiche diplomatiche e smentite da parte di molti leader esteri, che hanno ribadito la loro sovranità.
Questo clima di tensione internazionale e di scetticismo interno ha portato nuovamente all’attenzione pubblica il XXV Emendamento della Costituzione americana, che regola la procedura per dichiarare incapace un presidente di esercitare i poteri del suo ufficio pur essendo in vita. Originariamente concepito nel contesto della Guerra Fredda e ispirato anche dalla riflessione sull’assassinio di John F. Kennedy nel 1963, l’emendamento prevede meccanismi per la transizione temporanea o permanente dei poteri qualora il presidente non sia più in grado di adempiere alle sue funzioni. (Nota: il testo integrale dell’emendamento è consultabile anche in italiano nelle versioni ufficiali tradotte della Costituzione USA).
Con il suo ottantesimo compleanno che si avvicina il prossimo 14 giugno, Trump continua a polarizzare l’opinione pubblica americana e internazionale, suscitando dibattiti non solo sulle sue politiche, ma anche sulla natura e i limiti del potere esecutivo negli Stati Uniti.
