Dalla visita dei Magi alla fine dell’Anno giubilare, un tempo che invita alla responsabilità e alla pace.
Epifania e chiusura del Giubileo: un tempo che parla al popolo.
di Camarri Cesare.
Quest’anno, l’Epifania assume un valore ancora più profondo perché coincide con la conclusione del Giubileo ordinario 2025, con la chiusura della Porta Santa, tempo straordinario di grazia, riconciliazione e rinnovamento spirituale per la Chiesa e per l’intera comunità dei credenti. Un cammino che ha invitato uomini e donne a riscoprire il senso della misericordia, della fraternità e della responsabilità verso gli altri.
Il Giubileo ha rappresentato non solo un evento religioso, ma anche un’occasione di riflessione civile e sociale. In un tempo segnato da conflitti, disuguaglianze e incertezze, il messaggio giubilare ha richiamato con forza la centralità della persona, la dignità umana e il valore della pace come impegno quotidiano, non come semplice aspirazione.
La solennità dell’Epifania del Signore, celebrata il 6 gennaio, rappresenta uno dei momenti più significativi del calendario liturgico cristiano. È la festa della manifestazione, del cammino e dell’incontro: i Magi, guidati dalla stella, riconoscono nel Bambino di Betlemme una luce destinata a tutti i popoli, senza confini né esclusioni.
L’Epifania, con il suo simbolismo universale, consegna alla comunità questo stesso messaggio: mettersi in cammino, saper riconoscere i segni, offrire ciò che si è — come fecero i Magi — senza paura di cambiare strada quando la coscienza lo richiede.

La chiusura del Giubileo non segna la fine di un percorso, ma l’inizio di una responsabilità nuova. Le porte sante si chiudono, ma resta aperta la chiamata a costruire relazioni più giuste, istituzioni più umane e una società capace di guardare al futuro con speranza.
In questo intreccio tra fede, tradizione e vita quotidiana, l’Epifania continua a parlare anche al nostro tempo, ricordandoci che ogni vera rinascita nasce dall’incontro, dall’ascolto e dal coraggio di seguire la luce di nostro Signore Gesù.
Prof. Camarri Cesare.
