
Firenze, 14 giugno 2025 – Con un atto formale (Protocollo n. 019/2025), il Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana, Angelo Sandri, ha annunciato la revoca dell’incarico a Mauro Conti, fino ad oggi responsabile della Segreteria politica regionale della DC Toscana. La decisione è stata assunta in base allo Statuto del partito e a quanto deliberato nel XXIV Congresso nazionale tenutosi a Roma nel dicembre 2023.
La nomina, attiva dal giugno 2023, è da considerarsi conclusa “per esaurimento degli effetti”. Una formula che sancisce la chiusura di un ciclo politico.
Le dimissioni di Conti e il silenzio dei dirigenti
Venuto a conoscenza della decisione, Mauro Conti ha presentato le sue dimissioni ufficiali, di fatto già superate dall’atto della Segreteria nazionale. A livello formale si tratta quindi di una conferma di quanto già deciso dalla dirigenza romana.
Nel frattempo, nessuna presa di posizione è arrivata dal Presidente regionale Pierluigi Ghelarducci, che ha scelto di mantenere una posizione di attesa, così come gli altri dirigenti della DC Toscana legati alla linea di Conti e dello stesso Ghelarducci.
La spaccatura e la fine della squadra regionale
Dietro la revoca, fonti interne parlano di una crescente spaccatura tra la base e la dirigenza uscente, alimentata da un gruppo di dirigenti e iscritti critici verso la gestione toscana della DC. Una distanza che avrebbe reso inevitabile il cambio ai vertici.
Con l’uscita di scena di Mauro Conti e il silenzio operativo dei suoi collaboratori più stretti, si può parlare oggi di una vera e propria dissoluzione della squadra toscana legata alla gestione Sandri.
Verso un nuovo assetto
Ad oggi la DC Toscana si trova senza una guida politica e senza una direzione operativa. Le ipotesi sul tavolo includono un possibile commissariamento, un rinnovamento dei vertici in vista delle elezioni regionali 2025, oppure – nella peggiore delle ipotesi – il rischio concreto di una paralisi del partito a livello territoriale.
Il clima che si respira è quello di un passaggio di fase delicato, in cui si apre uno spazio per una riflessione seria sul futuro della Democrazia Cristiana in Toscana. La base chiede chiarezza, coerenza e presenza concreta nei territori. Il tempo delle nomine formali è finito: ora servono contenuti, ascolto e rinnovamento credibile.
La notizia della revoca e delle dimissioni di Mauro Conti segna la fine di un’esperienza che, pur con tutte le buone intenzioni iniziali, non è riuscita a creare una vera sintonia tra vertice e base. Non basta rappresentare un simbolo storico per essere credibili oggi: serve coerenza tra parola e azione, serve lavoro costante sui territori, e soprattutto serve uno spirito di servizio che sia all’altezza dei tempi.
Il silenzio del Presidente regionale Ghelarducci e di altri dirigenti lascia spazio a una riflessione amara: quando si evita di scegliere, si rinuncia a guidare. E chi non guida, viene superato dagli eventi.
