
By Michele Interrante
Grosseto, 13 giugno: i cattolici tornano a interrogarsi sulla politica
In un tempo segnato da delusioni e fratture, c’è ancora spazio per una politica ispirata alla verità, alla giustizia e alla dignità umana?
Il convegno del 13 giugno 2025 a Grosseto proverà a dare risposta a questa domanda con parole chiare e concrete, aprendo un confronto sull’impegno dei cattolici nella vita pubblica.
L’incontro, promosso dall’Associazione Etica e Valori Cristiani, vedrà la partecipazione di figure autorevoli del panorama culturale, professionale e politico italiano, con un unico obiettivo: rimettere al centro il bene comune, a partire dai valori della Dottrina Sociale della Chiesa.
Ospiti e interventi
A introdurre i lavori sarà il Prof. Cesare Camarri, presidente dell’Associazione promotrice, insieme all’Ing. Gianluigi Ferrara, Coordinatore Provinciale UDC.
Seguiranno gli interventi di:
Avv. Vincenzo Di Sirio, avvocato internazionale e studioso di storia politica,
Francesca Vecchini, presidente del movimento “Donne Per Donne”, attiva nel sociale e nella promozione del ruolo femminile nella società e nelle istituzioni.
Le conclusioni saranno affidate all’On. Decio Terrana, esperto in politiche sociali e responsabile nazionale enti locali dell’UDC, figura di riferimento per chi crede in una politica vicina ai territori e alle persone.
Oltre il disincanto: una speranza che si fa azione
Non è tempo di rimpianti. È il momento di tornare a esserci, con responsabilità e spirito costruttivo. Troppe persone oggi si sentono escluse dalla politica, troppe volte si è smarrita la fiducia. Ma il vuoto etico non può essere lasciato in mano all’indifferenza o al cinismo.
Chi crede in una politica capace di servire, non di dominare, ha oggi il dovere di rimettere in campo parole nuove e scelte coraggiose. Non per interessi di parte, ma per amore della verità e rispetto della persona.
Una semina nuova per una politica umana
I temi al centro del convegno saranno la responsabilità civica, la partecipazione democratica, la tutela dei fragili, la dignità del lavoro e la pace sociale.
Tutti elementi che traggono forza da un’antropologia positiva, radicata nei valori cristiani ma aperta al dialogo con chiunque condivida una visione umanista della società.
L’obiettivo è chiaro: riscoprire l’essenziale, per costruire un presente più giusto e un futuro che abbia radici salde.
Conclusione: esserci. Insieme. Per tutti.
Il 13 giugno sarà solo un punto di partenza. Ma ogni cammino serio comincia con un atto di presenza.
Chi crede che la fede debba avere anche una voce pubblica — sobria, coerente, non urlata — è chiamato a partecipare.
Perché il bene comune non si costruisce da soli.
