Il contrasto tra le difficoltà quotidiane di molte famiglie — tra carovita, affitti e stipendi stagnanti — e le decisioni della classe politica su privilegi e indennità crea spesso un profondo senso di ingiustizia sociale. Mentre gran parte della popolazione vive con la preoccupazione del potere d’acquisto (fare la spesa, pagare le bollette, gestire gli imprevisti), le notizie sui ripristini dei vitalizi o sugli aumenti delle indennità vengono percepite come segnali di una politica distante dalla realtà. La nostra regione registra un tasso di povertà cronica del 30,4%, dato superiore alla media nazionale. Cresce il numero di persone che, pur avendo un lavoro (spesso precario o sottopagato), non riescono a coprire le spese di base come affitto e sanità. La Basilicata continua a essere tra le regioni italiane con il più alto tasso di emigrazione giovanile e calo demografico. La reintroduzione del vitalizio a fine dicembre con un emendamento del Consiglio Regionale della Basilicata a favore dei Consiglieri regionali ha riacceso il dibattito sulla distanza tra “Palazzo Verrastro ” e vita reale”. La Basilicata è stata scossa, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, dal ripristino di quello che molti hanno ribattezzato il “nuovo vitalizio” per i consiglieri regionali. La misura, approvata in una seduta notturna a fine dicembre, ha sollevato un’ondata di indignazione popolare e la ferma opposizione delle associazioni dei consumatori, in prima linea il Movimento Difesa del Cittadino Lucano.
Lo Scandalo del “Regalo di Natale” alla Politica lucana: La norma è stata introdotta come un emendamento al collegato alla legge di stabilità regionale il 30 dicembre 2025. Sebbene la maggioranza l’abbia definita una “indennità differita” basata su un sistema contributivo moderno, i dettagli tecnici hanno scatenato le polemiche:
- Il meccanismo di finanziamento: . L’emendamento è retroattivo al 2013.e per ogni eletto vengono accantonati circa 2.000 euro al mese che verrebbero percepite alla fine del mandato elettorale e trasferito ai propri eredi. Di questi, ben 1.500 euro (il 75%) sono a carico del bilancio regionale, mentre solo 500 euro vengono versati dal consigliere.
- L’uso del Fondo Sociale: La critica più feroce riguarda l’origine delle coperture. I fondi sarebbero stati attinti da un fondo originariamente destinato a finalità sociali dal 2017, al supporto delle famiglie fragili e dei disabili.
- Mancanza di Trasparenza: L’approvazione “al buio” e durante le festività natalizie è stata percepita come un tentativo di evitare il confronto con i cittadini e le parti sociali.
Il Movimento Difesa del Cittadino Lucano di Basilicata, guidato dal coordinatore regionale Nicola Lista, è intervenuto con durezza chiedendo l’immediato ritiro della norma.
Le motivazioni della protesta del MDC Lucano:
- Etica Pubblica: Il Movimento ritiene “immorale” ripristinare privilegi previdenziali per la classe politica mentre la regione affronta record di spopolamento, crisi industriale e migliaia di lavoratori in cassa integrazione.
- Tutela dei Fragili: MDC Lucano ha denunciato lo scippo di risorse destinate al welfare. Usare il fondo sociale come “bancomat della casta” è considerato un atto che mina la fiducia tra istituzioni e cittadini.
- Richiesta di Impugnativa: L’Associazione dei Consumatori MDC Lucano ha inviato una formale richiesta di ritiro dell’emendamento e ha auspicato che il Governo nazionale impugni la legge per profili di incostituzionalità, specialmente riguardo alla retroattività e al metodo legislativo utilizzato.
Verso il Referendum. A metà gennaio 2026, la protesta non accenna a spegnersi. Oltre alle denunce del MDC Lucano, è stata lanciata una petizione popolare da diverse forze civiche, ha raccolto migliaia di firme in pochissime ore. È stato annunciato l’avvio dell’iter per un referendum abrogativo che consenta ai lucani di cancellare direttamente la norma. Le sigle sindacali hanno annunciato mobilitazioni permanenti davanti alla sede del Consiglio Regionale in via Verrastro a Potenza.
La battaglia legale e sociale promette di segnare i primi mesi del 2026, con il Movimento Difesa del Cittadino Lucano pronto a monitorare ogni passaggio per impedire che i diritti dei più deboli vengano sacrificati in favore dei privilegi della politica.
Egidia Bevilacqua Ufficio Stampa MDC-Lucano
