
Un emendamento alla Finanziaria regionale per creare una rete di spazi di accoglienza, crescita e consapevolezza civile.
Un laboratorio siciliano che può diventare modello nazionale.
di Camarri Cesare.
In un tempo segnato da disorientamento e fragilità, la politica può e deve ritrovare la sua missione più alta: quella di educare alla responsabilità, alla solidarietà e al valore della persona.
Con questa convinzione, l’on. Rosellina Marchetta, deputata all’Assemblea Regionale Siciliana, ha presentato un emendamento alla Finanziaria per l’istituzione dei Centri di Formazione Etici, una nuova rete di strutture comunali dedicate alla formazione, all’inclusione e al sostegno dei cittadini che vivono situazioni di disagio sociale.
“Oggi — spiega l’on. Marchetta — troppe comunità siciliane sono ferite da episodi di violenza, soprattutto tra i giovani e verso le donne. I dati ci parlano di un disagio profondo, spesso legato a contesti di marginalità. Con i Centri di Formazione Etici vogliamo creare spazi dove la formazione diventa un cammino di consapevolezza, un’occasione di rinascita personale e civile.”
Il progetto intende favorire la nascita, nei Comuni siciliani, di luoghi aperti e partecipati, in cui si promuova la cultura del rispetto, l’educazione ai valori etici e la cittadinanza attiva.
Nei Centri potranno essere attivati percorsi formativi, laboratori di comunità, sportelli di ascolto e iniziative di educazione civica, sociale e affettiva.
“Investire nell’etica e nella formazione — aggiunge la parlamentare regionale — significa investire nel futuro del Paese. Ogni giovane che trova la propria strada, ogni famiglia che ritrova fiducia, rappresenta una vittoria per l’intera comunità.”
In un mondo che rischia di perdere la centralità dell’uomo, risuona attuale anche il pensiero di San Paolo VI:
“La politica è la più alta forma di carità.”
Una prospettiva che dà profondità al senso di questa proposta legislativa.
L’iniziativa punta inoltre a un nuovo modello di welfare educativo, fondato sull’incontro tra istituzioni, enti locali, scuole e terzo settore, affinché la Sicilia possa diventare laboratorio di una società più giusta e solidale.
Non può non risuonare, in questo contesto, l’insegnamento di Don Luigi Sturzo, padre del popolarismo italiano, che ricordava:
“La libertà non è privilegio di pochi, ma responsabilità di tutti.”
Parole che illuminano la dimensione civica e comunitaria della formazione etica, come fondamento di una società realmente partecipata e responsabile.
È in questa prospettiva che i Centri di Formazione Etici -CFE- trovano la loro missione più autentica: qualificare la vita delle persone. E la Sicilia, con questa visione innovativa, diviene motore di una preziosa iniziativa nel complesso nazionale, ponendosi come esempio di rinnovamento etico e sociale.
Dal Vangelo all’etica.
La frase evangelica “Sono venuto perché abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10) ci offre una chiave preziosa per comprendere il legame profondo tra ispirazione cristiana ed etica civile.
Nel Vangelo, l’“abbondanza della vita” non indica soltanto la promessa della vita eterna, ma parla anche della qualità della vita presente: la dignità, le relazioni, la crescita personale, la capacità di assumersi responsabilità e vivere pienamente la propria vocazione umana.
Passare “dal Vangelo all’etica” significa riconoscere che ciò che nel testo sacro è annuncio di salvezza diventa, nella vita sociale, criterio di costruzione del bene comune.
Un valore spirituale si traduce così in principio umano: difendere la persona, educare alla libertà, promuovere la consapevolezza, accompagnare chi è fragile.
È questo il cuore dell’etica pubblica: mettere la persona al centro, custodirla, sostenerla, aiutarla a fiorire.
In questa prospettiva l’aspetto spirituale e l’impegno civile hanno un preciso rapporto di causa ed effetto:
- il Vangelo ispira la visione,
- l’etica la traduce in azione concreta,
- la politica ne diventa lo strumento al servizio di tutti.
Nella lettera di San Paolo ai Corinti versetto 3,9 si legge:
“Noi siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio.”
(1 Cor 3,9)
Questo versetto racchiude una delle intuizioni più alte dell’etica cristiana:
l’essere umano non è semplice spettatore del mondo, ma collaboratore attivo nella costruzione del bene.
San Paolo ci ricorda che:
- la vita è un dono,
- la libertà è una responsabilità,
- e il mondo è un cantiere in cui ciascuno ha un compito unico.
Essere “collaboratori di Dio” non significa possedere un ruolo privilegiato, ma essere chiamati a un servizio quotidiano: promuovere la dignità, custodire le persone, costruire armonia, seminare speranza.
Questo passaggio dal piano spirituale a quello sociale è la radice dell’etica pubblica:
se l’uomo è collaboratore di Dio, allora è collaboratore nel bene comune, ed è chiamato a contribuire affinché ogni persona possa crescere, fiorire, trovare la propria strada.
In questa prospettiva, i Centri di Formazione Etici diventano luoghi in cui si educa proprio a questa forma di collaborazione: non solo alla convivenza civile, ma alla responsabilità reciproca; non solo al rispetto, ma alla cura; non solo all’obbedienza, ma alla consapevolezza.
L’etica nasce qui:
nella convinzione che nessuno si salva da solo e che ogni comunità diventa “edificio di Dio” quando si impegna a custodire la dignità e il futuro delle persone che la compongono.
Centri di Formazione Etici incarnano proprio questo passaggio:
dalla chiamata evangelica alla vita piena, alla responsabilità sociale di costruire comunità che permettano a ciascuno di vivere con dignità, consapevolezza e speranza.
Un cammino che unisce fede, responsabilità civile e cura del bene comune.
Prof. Camarri Cesare.
