
Prof. Gianpaolo Leoncini –
Tutti sappiamo che Firenze è una delle città , al mondo, più ricche di opere d’arte. Già i palazzi , le piazze, i lungarni , le chiese , le piccole strade, persino le lanterne o o i ferri e gli anelli per i cavalli in strada …tutto in città è arte. La bellezza dei luoghi e dei fabbricati fa però solo da cornice alla storia ed ai personaggi nati , vissuti o solo passati da questa meravigliosa città. Qui in ogni periodo dell’anno mentre gli artisti cercano ispirazione, i galleristi di tutto il mondo sono felici di organizzare mostre ed eventi. Una delle sedi più note e caratteristiche è la fortezza Medicea detta “La Fortezza da Basso” un vero e proprio imponente e splendido fortilizio pentagonale nel centro della città, costruito tra la seconda metà del cinquecento e la prima metà del 600. Dalla fine dell’ottocento , ha perso la finalità militare ed ha gradualmente assunto importanza come spazio civile a servizio della comunità, per cui oggi, splendidamente restaurato, è un polo fieristico che il mondo ci invidia. La biennale di arte moderna , la Florence Biennale si svolge in questo luogo. Con il 2025 La biennale ha raggiunto la quindicesima edizione , un traguardo importante data la congiuntura internazionale e la uscita dal periodo post pandemico. L’importanza della edizione di questo anno , svoltasi dal 18 al 26 ottobre, è stata sottolineata tra l’altro dalla presenza di un ospite d’eccezione il notissimo regista e produttore cinematografico statunitense , oltre che artista, Tim Burton. Centinaia di artisti di ogni settore tecnico, digitale, scultoreo, pittorico, disegno, design , istallazioni, video fotografico etc , da ogni parte del mondo, hanno presentato le loro opere migliori. Ogni categoria artistica è stata valutata da una prestigiosa giuria internazionale e sono stati assegnati premi e riconoscimenti . Ma, quest’anno , una delle colonne , uno dei fondatori ed ideatori della Biennale , uno dei componenti della giuria artistica , uno dei più grandi artisti, purtroppo è mancato a novembre scorso. Si tratta del Maestro Mario Pachioli (VASTO 1948-FIRENZE 2024). Scultore di respiro internazionale , grande quanto modesto in tutta la sua vita. Il Premio Speciale ,le medaglie ed i riconoscimenti , la locandina stessa anche per questa quindicesima edizione è tratta dall’ altorilievo di Lorenzo il Magnifico opera del Mario Pachioli . Un volto in profilo Di Lorenzo de Medici detto il Magnifico che certamente simboleggia e sintetizza bene il Rinascimento Fiorentino e con esso l’archetipo dell’arte e del mecenatismo al massimo livello.

Nello stand dedicato al Maestro, centrale nella mostra, c’erano alcune opere, accomunate da un titolo “Donna scrigno della vita “, per ricordare la sua devozione per il femminile e con esso per la vita, l’amore, la bellezza ed il miracolo della creazione.
Il legame con la Lombardia , con Milano e Magenta in particolare era nato dalla antica amicizia con me, quando, due decenni fa , in estate frequentavamo lo stesso stabilimento balneare a Pisa. In seguito la sua patologia cardiovascolare lo aveva portato anche a occasionali controlli e ricoveri nell’ospedale dove io lavoro. In alcune di queste occasioni, avevo colto la opportunità di fargli conoscere anche un po’ della storia e dei tesori di questa parte dei navigli milanesi , Bernate Ticino con la sua meravigliosa Canonica, Cuggiono con la Villa Annoni e il suo Parco, e Magenta..con la sua Basilica di San Martino.
A Magenta ,in particolare, due anni prima della sua scomparsa il Maestro, donò un busto in refrattario della Santa Gianna . La santa era un medico pediatra scomparsa nel 1962 e canonizzata da S.S. PaoloVI , icona di moderna madre, e medico, che generosamente scelse di sacrificare la propria vita, rinunciando alla terapia oncologica , per dare la luce alla creatura che portava in grembo .
Il Pachioli appena conobbe questa storia, da subito divenne devoto alla Santa. Di cui spesso mi diceva con una vena di tristezza: “ poverina non ha neanche una statua”…
Alcuni anni dopo, preoccupatissimo perché avrebbe dovuto essere sottoposto ad un ulteriore urgente e gravoso intervento cardiochirurgico, era venuto ancora su dalla sua Firenze, da me ,per la amicizia e la stima che ci legava.
Un miglioramento clinico perlomeno molto sorprendente per non dire quasi inspiegabile fece sì che l’intervento in questione non fu più necessario e ci fu un addirittura invece un rapido generale miglioramento, tale che potè riprendere il suo lavoro di scultore. Mario attribuiva il merito, alle preghiere da lui in quel periodo insistentemente rivolte alla Santa, per cui come Ex Voto , da par suo, creò un busto della Santa con la bambina. Ed appena possibile, l’opera originale ed unica in materiale refrattario (materiale caratteristico del Pachioli), fu donata alla Parrocchia della Basilica di San Martino a Magenta .
Ma in questo momento i premi Lorenzo il Magnifico Award stanno portando nei 5 continenti il ricordo di questo nostro grande artista. Di questo grande scultore amato, oltre che dalla famiglia e dai tantissimi amici, dalla Chiesa e da tutti. In questi giorni A S. Giovanni Rotondo il ricordo di S.Pio da Pietralcina avrà nuovamente la forma di una delle opere del Maestro. Ma è solo un esempio dei tanti capolavori di cui solo una piccola parte per ora è esposta. Il maestro fino all’ultimo disegnava , abbozzava e creava nel suo studio nel palazzo dei Pittori in Viale Milton e nello studio della Nave di Brozzi sempre nella sua amata Firenze e chissà quali tesori emergeranno negli anni da quei magazzini.
Resta per me, e per chi ha avuto il dono di poterlo conoscere di persona, un bellissimo ricordo, il ricordo di un amico, ma ancor più, l’esperienza di un incontro con un grande uomo. Mario amava dire che le sue mani avevano un anima e non era lui a muoverle quando creava o modellava.. ma qualcuno lassù.. Ascoltandolo e vedendolo all’opera veniva voglia di crederci.

2 commenti
Quando si parla di arte e di scienza Milano ed i suoi navigli sono sempre un buon posto . Dai tempi di Leonardo ad oggi..
Molto bello