
In corsa per rilevare alcuni asset del gruppo ex Ilva Renexia, società del gruppo Toto, ha scelto invece l’Abruzzo, e precisamente Vasto, per la realizzazione della fabbriche di turbine eoliche che, in partnership con la cinese MingYangSmart Energy (principale produttore al mondo), in un primo momento avrebbe dovuto realizzare a Taranto.
L’Abruzzo, secondo quanto riporta il Quotidiano, insieme a Taranto era una delle zone su cui si era concentrata l’attenzione del gruppo gestito da Riccardo Toto per la produzione delle turbine eoliche del progetto Med Wind, il cui feed tra Renexia e Ming Yang, per un parco eolico galleggiante da 2,8 GW al largo delle coste siciliane, era stato firmato ad ottobre dello scorso anno dopo le interlocuzioni con il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso.
Si tratta di un investimento (Med wind sarà un parco eolico in mare aperto e invisibile dalla costa, con turbine ad elevata potenza, per produrre energia pulita sfruttando la forza del vento, per la Sicilia e per l’Italia) da 500 milioni di euro e che occuperà con contratti a tempo indeterminato circa 1.500 occupati. Le turbine flottanti (le strutture saranno galleggianti e non infisse nei fondali marini grazie alla tecnologia “floating”) saranno posizionate al largo di Trapani.
Resta, invece, confermato l’interesse del gruppo Renexia per gli stabilimenti ex Ilva. Il gruppo Toto, infatti, ha partecipato al bando di gara, i cui termini sono scaduti lo scorso 26 settembre, lanciato dal Mimit per l’acquisizione degli stabilimenti di Acciaierie d’Italia, con un’offerta da 5 miliardi di euro ma non per l’acquisizione dell’intero asset bensì per i cosiddetti servizi ancillari (sistemi, servizi e attività ausiliarie necessarie a supportare e garantire il funzionamento stabile e affidabile di un sistema principale).
Il gruppo Renexia, secondo quanto si è appreso, si candida a progettare, realizzare e gestire un rigassificatore terrestre (a Gioia Tauro) per una capacità complessiva fino a 10 miliardi di metri cubi l’anno, con un investimento complessivo di un miliardo di euro e con una ricaduta sull’occupazione di 100 unità; l’impianto di produzione Dri, con un investimento stimato pari a 3,2 miliardi di euro, con livelli occupazionali a regime pari a 600-700 unità; la centrale termoelettrica, a Taranto, con un investimento stimato pari a 550 milioni di euro con livelli occupazionali pari a 50-100 unità; la carpenteria con un investimento previsto di 150 milioni di euro con livelli occupazionali attesi pari a 500-600 unità a regime.
