Il digiuno purifica, la preghiera illumina, la pace fiorisce.
di Camarri Cesare.
“Tutti i fedeli vivano la giornata del 22 agosto in digiuno e preghiera, supplicando il Signore che ci conceda pace e che asciughi le lacrime di chi soffre a causa dei conflitti in corso”. Questo è l’appello, rivolto mercoledì da Papa Leone XIV al termine dell’Udienza Generale.
Pertanto per oggi il 22 agosto, memoria liturgica di Maria Regina della Pace, la Chiesa ci invita a vivere una giornata di preghiera e digiuno per la pace. In un tempo segnato da conflitti, divisioni e violenze, questo appuntamento assume un valore profondo e urgente: ricordarci che la pace non è soltanto un obiettivo politico o diplomatico, ma prima di tutto un dono di Dio da invocare e custodire con la nostra vita.
Il digiuno ci richiama alla sobrietà del cuore, a spogliarci di ciò che è superfluo per lasciare spazio alla solidarietà e alla compassione. Pregare e digiunare significa riconoscere che non possiamo costruire la pace solo con le nostre forze: abbiamo bisogno della grazia di Dio che converte i cuori, abbatte i muri dell’odio e apre vie di riconciliazione.
Il digiuno, unito alla preghiera, diventa, pertanto, un atto di amore che purifica il cuore e apre lo spazio all’ascolto di Dio.
Pregare senza digiunare rischia di restare parola vuota; digiunare senza pregare si riduce a un esercizio sterile.
Ma insieme, preghiera e digiuno diventano forza spirituale capace di trasformare i cuori e aprire strade di riconciliazione.
La pace non è assenza di guerra, ma pienezza di vita, giustizia, fraternità. È frutto della verità, dell’amore e della misericordia. Ognuno di noi è chiamato a diventare artigiano di pace, testimone di un mondo possibile fondato sulla dignità umana e sul rispetto reciproco.
Rivolgiamoci a Maria, Regina della Pace, perché accompagni il nostro cammino. Nel suo cuore materno troviamo rifugio, consolazione e la forza di credere che, anche laddove regna la violenza, Dio può far fiorire la speranza. Nel Vangelo di San Matteo 5: 9 è scritto:
“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”
La pace non è una utopia spirituale.
La pace non è un sogno irraggiungibile né un’utopia spirituale per anime ingenue.
È la via concreta del Vangelo, che passa dalla conversione del cuore alla giustizia tra i popoli.
La pace nasce quando rinunciamo all’odio, quando scegliamo il dialogo al posto della violenza, quando la fraternità diventa criterio delle nostre decisioni. Non è evasione dal reale, ma la realtà più alta e necessaria, l’unica che rende possibile un futuro per l’umanità.
Digiuno e preghiera non sono gesti simbolici, ma strumenti reali che aprono i cuori alla riconciliazione e disarmano la logica della guerra.
Con Maria, Regina della Pace, impariamo che la pace non si sogna: si costruisce, giorno per giorno, con mani e cuori disposti ad amare. Papa leone XIV ha detto durante l’Udienza Generale:
“La pace non è un’utopia: è la promessa di Dio e il compito dell’uomo.”
Con queste parole nel cuore, nella giornata del 22 agosto, memoria di Maria Regina della Pace, con fede e responsabilità accogliamo e aderiamo all’appello di Papa Leone XIV: preghiamo e digiuniamo per la pace.



