L’amicizia diviene impegno per l’Italia, missione politica e comunità in cammino.
di Camarri Cesare.

Alla fine dell’estate italiana, tra piazze, comunità e territori, torna a vivere una delle tradizioni politiche e popolari più autentiche del nostro Paese: la Festa dell’Amicizia. Non si tratta di un semplice evento, ma di un simbolo. Con essa, l’Unione di Centro (UDC) riprende il filo di una storia gloriosa: quella delle Feste dell’Amicizia della Democrazia Cristiana, che hanno contribuito a costruire, consolidare e rendere forte l’Italia democratica, solidale e popolare del dopoguerra.
La Festa dell’Amicizia fu, per decenni, il luogo del confronto e del dialogo tra la politica e il popolo. Non palchi lontani dalla gente, ma spazi aperti, conviviali, in cui le famiglie, i giovani, i lavoratori, gli amministratori locali, gli intellettuali e i parlamentari si incontravano senza barriere. Un’esperienza popolare nella quale si respirava il senso alto della politica come servizio, come costruzione del bene comune, come esercizio di fraternità civile.
Riproporre oggi la Festa dell’Amicizia non è solo un gesto nostalgico, ma un atto coraggioso e profetico. È il segnale che l’UDC, nella scia del popolarismo sturziano e dell’eredità morale della DC, intende rimettere al centro della vita pubblica i valori fondanti della nostra democrazia: la persona, la comunità, la partecipazione, la responsabilità.
Nel tempo del disincanto e della sfiducia verso la politica, la Festa dell’Amicizia può tornare ad essere un’oasi di verità, di ascolto, di proposta. Non dibattiti, ma laboratori culturali, incontri spirituali, riflessioni programmatiche. Un’occasione per coniugare il Vangelo con la Costituzione, la Dottrina Sociale della Chiesa con le sfide della modernità, la memoria con la profezia.
E proprio in questo spirito, l’UDC vuole rilanciare queste feste in ogni angolo d’Italia, coinvolgendo la società civile, le parrocchie, le associazioni, i movimenti giovanili e il mondo produttivo. Perché l’amicizia non è evasione ma vocazione: è il presupposto umano e spirituale di ogni vera politica.
Nelle piazze delle Feste dell’Amicizia non si recita, si vive. Si dà voce a chi non ha voce, si condividono pane e idee, si seminano speranze. È lì che si forma una nuova classe dirigente, capace di custodire la memoria e immaginare il futuro. È lì che si torna ad educare alla buona politica, quella che sa farsi prossima, che non teme la fatica dell’ascolto, che non baratta i valori con le convenienze.
Con la Festa dell’Amicizia, l’UDC dichiara con forza che l’Italia ha ancora bisogno di una politica ispirata, popolare, cristianamente orientata. Una politica che non si vergogni della parola amicizia, perché sa che essa è sorella della giustizia, della pace e della verità.
Oggi come ieri, costruiamo insieme un’Italia più umana, più solidale, più giusta. Cominciamo da una festa. Una vera festa. La Festa dell’Amicizia.
In questo progetto, l’On. Dott. Decio Terrana, Coordinatore Regionale UDC in Sicilia e Responsabile nazionale per gli Enti Locali, rappresenta un pilastro fondamentale. Con la sua lunga esperienza istituzionale e politica, Terrana sostiene con convinzione questo rilancio ideale e organizzativo. La sua adesione riflette il profondo impegno a un centro moderato basato sui valori della Dottrina Sociale della Chiesa, e il suo sostegno pubblico alla leadership del Sen. Antonio De Poli ne testimonia il senso di responsabilità e la coerenza programmatica.
L’On. Terrana promuove l’idea che le Feste dell’Amicizia siano occasioni per radicare la politica nei territori, coinvolgere la società civile, le parrocchie, le associazioni e i giovani cattolici. È lui che incarna l’intento di riunire la mobilitazione culturale e spirituale con un progetto politico rigoroso e valoriale.
Con affetto e stima.
Prof. Camarri Cesare.
Presidente Associazione Etica e Valori Cristiani.
FIDES SPE CARITAS


