La speranza che diventa impegno e missione.
di Camarri Cesare.
In questi giorni carichi di entusiasmo e di spiritualità, il Giubileo dei Giovani si presenta non solo come un grande evento ecclesiale, ma come una tappa decisiva per una generazione chiamata a farsi protagonista del cambiamento, dentro e fuori la Chiesa. Non è un semplice raduno, non è un festival religioso, ma un vero e proprio laboratorio di speranza, in cui fede, cultura, carità e responsabilità sociale si intrecciano nel nome di Cristo.
La Dottrina Sociale della Chiesa offre la chiave per comprendere appieno la portata profonda di questo Giubileo. Essa insegna che ogni fede autentica deve tradursi in scelte concrete, personali e collettive, per la costruzione di una società giusta, solidale e fraterna. Ed è proprio questo l’orizzonte che si dischiude davanti ai giovani giunti a Roma da ogni parte del mondo: riscoprire la speranza non come sentimento vago o emozione passeggera, ma come virtù operativa, come impegno responsabile, come passione per il bene comune.
In questo contesto, si colloca con coerenza e profondità l’impegno politico dell’on. Decio Terrana, il quale, da tempo, opera per ricostruire una politica animata dai valori della fede cristiana e ispirata dalla Dottrina Sociale della Chiesa. L’on. Terrana ha più volte affermato che «la politica, per non essere sterile, deve ritrovare le sue radici spirituali». È da questa convinzione che sono nate le sue iniziative di formazione e sensibilizzazione rivolte soprattutto ai giovani, come il recente convegno sul pensiero di don Luigi Sturzo, simbolo del cattolicesimo democratico e del servizio alla cosa pubblica come atto d’amore verso il prossimo.

Il Giubileo dei Giovani e l’opera dell’on. Terrana si incontrano idealmente proprio qui: nella visione di una gioventù che non si accontenta di essere spettatrice, ma desidera diventare protagonista di un cambiamento possibile, fondato su verità, giustizia e carità politica. In Lui ritroviamo quell’esortazione che la Chiesa rivolge oggi ai giovani: non avere paura della politica, ma entrarvi con spirito evangelico, con competenza, con amore per il bene comune e con la certezza che ogni impegno vissuto in verità è già testimonianza di fede.
Questo Giubileo dei Giovani ci dice che la speranza non un sentimento ma una missione. È chiamata a essere sale della terra, luce del mondo. È un sì alla vita, alla responsabilità, alla costruzione di un mondo nuovo. E se il mondo di oggi appare smarrito, diviso, stanco, la risposta non può essere il lamento, ma il coraggio di ripartire dalla fede che si fa azione, dalla preghiera che si fa giustizia, dall’amore che si fa politica, secondo il Vangelo.
Mai come oggi la Chiesa ha bisogno di giovani che sappiano coniugare contemplazione e impegno, spiritualità e competenza, entusiasmo e fedeltà. Mai come oggi la società ha bisogno di testimoni credibili, di costruttori di ponti, di artigiani di pace. Ecco perché il Giubileo dei Giovani è una profezia che ci interpella tutti. Perché nei loro occhi rivediamo la nostra vocazione più vera: quella di essere strumenti della speranza che non delude, perché fondata su Cristo, il Vivente. Teniamo bene in mente la locuzione latina la spes non confundet tratta dalla lettera di San Paolo ai Romani capitolo 5 versetto 5, ovvero la speranza (in Cristo) non delude mai.

Prof. Camarri Cesare.
Presidente Associazione Etica e Valori Cristiani.
FIDES SPES CARITAS


