
Do Michele Interrante
1. Perché questo incontro conta
Dal 19 al 21 giugno, mentre Roma vive l’Anno Giubilare voluto da Papa Francesco, Camera e Senato hanno aperto le porte alla Seconda Conferenza Interparlamentare sul dialogo interreligioso. L’iniziativa, promossa dal Parlamento italiano e dall’Unione Interparlamentare (UIP) con il supporto di Religions for Peace, mette la Città eterna al centro di un dibattito globale sulla convivenza pacifica.
2. Obiettivi chiari, responsabilità concrete
Lo scopo dichiarato è ambizioso ma essenziale:rafforzare la fiducia tra politica e l fedi
contrastare ogni forma di estremismo e odio religioso;
costruire società più giuste, inclusive e coese.
In un mondo che vive nuove guerre “a bassa soglia” e una sfiducia crescente nelle istituzioni, trasformare questi slogan in politiche pubbliche non è un lusso ma un’urgenza civile.
3. I protagonisti
All’inaugurazione nell’Aula di Montecitorio sono intervenuti:
il Presidente della Camera Lorenzo Fontana;
il Presidente del Senato Ignazio La Russa;
la Presidente UIP Tulia Ackson;
il Presidente onorario UIP Pier Ferdinando Casini.
Con loro parlamentari di ogni continente, rappresentanti religiosi, accademici e società civile.
Le sessioni hanno affrontato nodi che toccano la vita quotidiana:
1. Contrastare estremismo e discriminazione religiosa.
2. Difendere la libertà di credo e l’uguaglianza di genere.
3. Dare spazio alle nuove generazioni nei processi decisionali.
4. Promuovere una leadership etica e responsabile.
5. Educare alla pace fin dalla scuola.
6. Rafforzare il ruolo pubblico delle donne.
Il confronto non si è limitato alla teoria: ogni panel ha chiuso con un “action point” concreto, dai programmi di scambio giovanile tra parlamenti alle linee guida per una legislazione antidiscriminatoria comune.
5. Dal “Comunicato di Marrakech” alla sfida romana
La conferenza di Roma prosegue il cammino iniziato a Marrakech nel 2023, dove il “Comunicato di Marrakech” ha definito il dialogo interreligioso “strumento essenziale per i diritti fondamentali e la pacifica convivenza”.
Portare quella dichiarazione nel cuore dell’Europa significa testare la coerenza delle democrazie mature davanti alle nuove paure identitarie.⁸
6. Il messaggio di Fontana: dignità prima di tutto
Nel suo intervento, il Presidente Fontana ha ricordato che «abbiamo il dovere di favorire un dialogo tra i popoli che metta al centro la dignità umana, il rispetto reciproco e la speranza in un futuro condiviso».
Parole che impegnano non solo i Parlamenti, ma ogni cittadino a vigilare perché la dignità non resti lettera morta negli atti legislativi.
7. Commento critico: da Roma deve partire un cambio di passo
Da osservatore e attore della vita pubblica, considero questa conferenza un banco di prova:
coerenza – senza leggi che proteggano davvero minoranze e credenti di ogni fede, il dialogo resta retorica;
trasparenza – gli impegni presi dovranno essere monitorati e resi pubblici;
partecipazione – giovani e donne non possono essere comparse, ma motore stabile del processo decisionale.
Se la politica non trasformerà questi obiettivi in riforme concrete—dalla protezione dei luoghi di culto ai programmi scolastici sulla pace—avremo perso un’altra occasione.
8. Conclusione: Roma, laboratorio di speranza
In un’era segnata da fratture geopolitiche e crisi sociali, Roma riafferma la sua vocazione di ponte fra culture. La Seconda Conferenza Interparlamentare sul dialogo interreligioso non chiude il discorso: lo apre, ricordandoci che il dialogo è un percorso quotidiano di ascolto e rispetto. A noi il compito di vigilare perché la speranza seminata in queste giornate non si disperda, ma diventi politica concreta al servizio dell’uomo.

