
By Michele Interrante
È stata accolta con entusiasmo e applausi la presentazione del volume “La Toscana giorno per giorno”, firmato dal presidente della Regione Eugenio Giani. Un libro colorato e ricco di aneddoti, che ambisce a raccontare, giorno dopo giorno, l’anima della nostra terra. Ma la mappa illustrata che lo accompagna, quella che dovrebbe essere il cuore visivo di questo progetto, lascia l’amaro in bocca a chi conosce e vive davvero la Toscana.
Dove sono finite Prato e la realtà del presente?
Colpisce l’assenza clamorosa di Prato. Non una piccola dimenticanza: si parla della seconda città della regione per numero di abitanti, di un polo industriale e creativo che dà lavoro e produce ricchezza. Una città viva, giovane, complessa. Non citarla, nemmeno graficamente, è come raccontare la Toscana con un occhio chiuso.
E non è solo Prato a mancare. La mappa riporta simboli ormai scollegati dalla realtà: le ciminiere fumanti di Piombino, come se l’industria lì fosse ancora viva e attiva; la miniera di mercurio di Abbadia San Salvatore, chiusa da decenni, rappresentata come se fosse ancora in funzione.
Una Toscana da cartolina, non da vivere
La sensazione è quella di una Toscana idealizzata, forse rassicurante per chi la guarda da lontano, ma poco fedele alla verità quotidiana dei suoi territori. È una narrazione che consola, ma non racconta.
Sui social le critiche non sono mancate. C’è chi parla di una visione da cartolina turistica, chi sottolinea l’assenza di contraddizioni e chi, giustamente, chiede più spazio per la complessità vera di questa regione. Come scrive un utente: “Bella da vedere, ma troppo comoda: manca la realtà che viviamo ogni giorno”.
La memoria sì, ma con onestà
Comprendiamo e apprezziamo l’intento divulgativo del presidente Giani. Raccontare la storia della Toscana è un dovere civico, specialmente verso i giovani. Ma divulgare non significa edulcorare.
Abbiamo bisogno di una narrazione che parli al cuore, certo, ma anche alla coscienza. Che sappia raccontare il bello e il difficile, la memoria e il lavoro quotidiano che le comunità toscane fanno per stare in piedi.
Guardare avanti, senza nascondere il presente
Se vogliamo davvero amare questa terra, non possiamo limitarci a guardarla nel passato. Dobbiamo guardarla in faccia oggi, con coraggio. Con i suoi pregi, le sue eccellenze, ma anche con i suoi problemi, le sue città dimenticate, le sue lotte sociali e industriali.
Perché non esiste vera bellezza senza verità. E non esiste buon governo senza ascolto del presente.
Una Toscana raccontata solo attraverso ciò che era, rischia di diventare una Toscana che smette di esserci.
Raccontiamola per quella che è. Giorno per giorno, sì. Ma senza lasciare indietro nessuno.
Redatto da Michele Interrante – Redattore per la Toscana per IlPopolo.net
