Quando l’attesa sta per compiersi, l’Avvento ci svela il volto più concreto dell’amore: un Dio che si affida all’uomo, entra nella fragilità della storia e chiede di essere accolto con disponibilità del cuore.
Tempo di Avvento, prepara il Natale.
di Camarri Cesare.
La IV Domenica di Avvento è il tempo dell’amore che si fa vicino, concreto, incarnato. Dopo aver meditato sull’attesa, sulla conversione e sulla gioia, la liturgia ci conduce al cuore del mistero cristiano: Dio ama l’umanità al punto da farsi uomo. Non un amore astratto o lontano, ma un amore che entra nella storia, che accetta la fragilità, che sceglie la semplicità.
Il Vangelo di questa domenica ci presenta figure che vivono l’amore nella fiducia totale: Maria, Giuseppe, Elisabetta. In loro non c’è clamore, ma ascolto; non c’è possesso, ma dono. Maria accoglie la Parola con un “sì” che cambia la sua vita; Giuseppe ama nel silenzio, proteggendo e custodendo; Elisabetta riconosce e benedice la presenza di Dio che si manifesta nell’altro. L’amore vero, ci dice l’Avvento, non trattiene ma genera vita.
In preparazione del Natale, la liturgia ci invita a guardare a Maria, Giuseppe ed Elisabetta come testimoni di un amore silenzioso e fedele, che accoglie Dio nella semplicità della vita e lo rende presente nel mondo.
La quarta candela della corona di Avvento, spesso chiamata candela dell’amore, illumina questo cammino. È una luce più intensa, perché il Natale è ormai vicino. È la luce che ci ricorda che l’amore cristiano non è solo sentimento, ma scelta quotidiana, responsabilità, capacità di dire “eccomi” anche quando non tutto è chiaro.
In un mondo segnato da divisioni, paure e solitudini, la IV Domenica di Avvento ci invita a riscoprire l’essenziale: Dio viene come amore disarmato, affidato alle mani degli uomini. Viene come bambino, bisognoso di cure, per insegnarci che amare significa rendersi vulnerabili, fidarsi, aprire spazio all’altro.
Prepararsi al Natale, allora, non è solo addobbare o organizzare, ma fare spazio all’amore: nelle parole che scegliamo, nel perdono che concediamo, nell’attenzione a chi è solo o ferito. È lasciarsi amare da Dio per imparare ad amare come Lui.
Che questa IV Domenica di Avvento ci aiuti a riconoscere l’amore che già abita le nostre vite e a diventare, a nostra volta, segni vivi di quell’Amore che sta per nascere nel mondo.
Prof. Camarri Cesare.


