DI GALLINA DONATO
I dati del Rapporto INVALSI 2025 hanno riacceso il dibattito sullo stato di salute della scuola italiana. Se da un lato diminuisce la dispersione scolastica e cresce il numero di giovani che conseguono il diploma, dall’altro emergono segnali preoccupanti sul livello effettivo delle competenze acquisite dagli studenti. Le rilevazioni hanno coinvolto oltre 2,5 milioni di alunni e studenti italiani, offrendo una fotografia dettagliata del sistema educativo nazionale. Il quadro che emerge presenta luci e ombre. Mentre l’inglese continua a registrare risultati incoraggianti, soprattutto nelle competenze di lettura e ascolto, italiano e matematica mostrano una situazione decisamente più critica.
Particolarmente allarmante appare la situazione degli studenti che terminano il ciclo delle scuole superiori. Solo poco più della metà dei maturandi raggiunge livelli adeguati nelle competenze linguistiche, mentre in matematica la percentuale si attesta intorno alla metà degli studenti esaminati. Ciò significa che un numero significativo di giovani si affaccia all’università o al mondo del lavoro senza possedere strumenti culturali considerati essenziali. Gli esperti parlano sempre più spesso di "dispersione implicita": studenti che conseguono formalmente il diploma ma che non raggiungono competenze adeguate nelle discipline fondamentali. Un fenomeno che rischia di essere ancora più insidioso dell’abbandono scolastico, perché meno visibile ma altrettanto dannoso per il futuro del Paese.
Permane inoltre il divario territoriale tra Nord e Sud, che continua a manifestarsi fin dai primi anni del percorso scolastico e tende ad ampliarsi nei gradi successivi. Le differenze nei risultati non riguardano soltanto le condizioni economiche, ma riflettono anche disuguaglianze nell’offerta formativa e nelle opportunità educative disponibili nei diversi territori. Parlare di " avanzamento dell’ignoranza nazionale" può apparire provocatorio, ma i dati pongono interrogativi che non possono essere ignorati. La questione non riguarda soltanto ciò che gli studenti sanno o non sanno, ma la capacità della scuola di formare cittadini in grado di comprendere un testo complesso, utilizzare il ragionamento logico e affrontare le sfide di una società sempre più tecnologica e competitiva.
La scuola italiana ha certamente compiuto progressi nel contrasto all’abbandono scolastico, ma il Rapporto INVALSI 2025 suggerisce che il vero obiettivo dei prossimi anni dovrà essere il recupero della qualità degli apprendimenti. Diplomare più studenti è importante; garantire che essi possiedano competenze solide è indispensabile.
Il rischio, altrimenti, è quello di una società con sempre più titoli di studio e sempre meno conoscenze reali. Una contraddizione che l’Italia non può permettersi di sottovalutare. “….Secondo il Rapporto 2025, il sistema scolastico mostra segnali positivi nella riduzione della dispersione scolastica, ma continua a registrare difficoltà significative nelle competenze di italiano e matematica, soprattutto negli ultimi anni del percorso scolastico….”
G.D.


