Spiritualità e impegno: la vera riforma parte dall’anima.
di Camarri Cesare.
Il grande evento del Giubileo dei Giovani ha visto circa un milione di ragazzi e ragazze provenienti da ogni parte del mondo radunarsi nella spianata di Tor Vergata a Roma, per vivere giorni intensi di preghiera, di confessione, di ascolto del Vangelo e di comunione con il Santo Padre, Papa Leone XIV.
È stata una manifestazione straordinaria della vittoria della fede sul materialismo.
I giovani non sono stati spinti da interessi personali, economici o materiali, ma da una motivazione profonda e spirituale, animata dal desiderio di incontrare Cristo vivo e di testimoniare la bellezza del Vangelo. In questo incontro globale e fraterno si è resa visibile la verità antropologica voluta da Dio: l’uomo è un essere unitario, composto di corpo, mente e anima, e nessuna di queste dimensioni può essere ignorata senza compromettere la sua dignità.
Proprio durante il Giubileo, questa struttura olistica dell’essere umano si è espressa in pienezza: i corpi radunati nella fatica e nella gioia del pellegrinaggio, le menti aperte alla Parola, e le anime assetate di verità e di amore. È stato chiaro a tutti che la dimensione spirituale è inscritta nel cuore di ogni uomo e di ogni donna, e che essa guida la coscienza, illumina le scelte, orienta la vita.
Nel libro della genesi si legge che Dio ha creato l’uomo e la donna a sua immagine e somiglianza e ha infuso in essi i suoi tratti più profondi: l’amore, la libertà, la capacità di relazione e la sete di infinito. Il Giubileo dei Giovani ne è stato la testimonianza viva, limpida e coraggiosa: l’anima dell’uomo cerca Dio, e lo trova là dove si prega, si ama, si dona, si costruisce il bene insieme agli altri.
Dalla dimensione spirituale alla missione politica per il bene comune.
La profonda dimensione spirituale dell’uomo, che con forza è emersa durante il Giubileo dei Giovani, rappresenta oggi un insegnamento prezioso e fecondo per tutti coloro che hanno la responsabilità di guidare la cosa pubblica. Governanti, amministratori, donne e uomini impegnati nella politica e nel governo della società non possono – e non devono – prescindere da questa dimensione essenziale dell’essere umano.
Ridurre l’uomo a solo corpo o a sola economia significa tradire la sua natura più profonda. Al contrario, è proprio dalla sua anima, dalla sua apertura a Dio e al trascendente, che possono nascere le energie più autentiche e generative, capaci di riformare e rigenerare il bene comune.
Una politica che si dimentica dell’anima è destinata all’aridità. Una politica che invece ascolta la voce dello spirito, che riconosce la dignità inviolabile di ogni persona, potrà davvero diventare strumento di giustizia, di solidarietà, di pace. È da lì che può scaturire una nuova visione del mondo, capace di includere gli ultimi, di dare voce a chi non ha voce, di creare spazi reali di partecipazione e valorizzazione dei talenti.
Ogni persona, infatti, è portatrice di doni unici, di capacità, di vocazioni che non vanno solo tutelate, ma anche incoraggiate e accompagnate. È compito della buona politica offrire a tutti – e in particolare ai più deboli, agli emarginati, ai giovani – l’opportunità e il privilegio di esprimere ciò che Dio ha posto in loro.
In questo senso, il Giubileo dei Giovani non è stato solo una festa spirituale, ma un segnale profetico per la società intera. È il richiamo a una nuova stagione dell’impegno pubblico, in cui l’uomo, nella sua interezza – corpo, mente e anima – torni al centro dell’agire politico, perché solo così sarà possibile costruire una civiltà più umana, più giusta e più solidale.
Prof. Camarri Cesare
Associazione Etica e Valori Cristiani
FIDES SPES CARITAS


