Intervista all’Avvocato Vincenzo Di Sirio.
Vice segretario provinciale UDC di Potenza.
Dopo l’inaugurazione della sezione comunale dell’Unione di Centro a Castronuovo di Sant’Andrea, Il Popolo.net ha intervistato l’Avv. Vincenzo Di Sirio, promotore dell’iniziativa.
Avvocato Di Sirio, che significato ha per lei l’apertura della sezione UDC a Castronuovo di Sant’Andrea?
R. L’apertura della sezione rappresenta prima di tutto un atto di responsabilità verso una comunità che ha una storia politica importante. Castronuovo di Sant’Andrea è un luogo in cui i valori del cattolicesimo democratico hanno trovato espressione concreta. Riportare qui lo scudo crociato significa ridare voce a una tradizione che parla di partecipazione, rispetto della persona e impegno per il bene comune.
Perché oggi, in un momento di forte disaffezione verso la politica, è importante aprire una sezione di partito?
R. Proprio perché c’è disaffezione. La politica si è allontanata dalle persone e dai territori. Aprire una sezione significa invertire questo processo: tornare ad ascoltare, a confrontarsi, a costruire dal basso. La sezione non è un luogo chiuso, ma una casa aperta al dialogo, anche con chi non si riconosce immediatamente in un partito.
Lei ha parlato di una sezione che vuole essere anche un circolo culturale. Cosa intende concretamente?
R. Intendo un luogo vivo, non una semplice sede formale. Un posto dove discutere di temi sociali, culturali, economici, dove elaborare idee e proposte per il territorio. La politica, se non è accompagnata da cultura e visione, rischia di diventare sterile. Noi vogliamo fare esattamente il contrario.
Un’attenzione particolare è stata rivolta ai giovani. Perché?
R. Perché senza i giovani non c’è futuro, né per i partiti né per le comunità. Troppi ragazzi si sentono esclusi o disillusi. Dobbiamo offrire loro strumenti, spazi e fiducia. Riavvicinarli alla partecipazione democratica significa restituire senso alla politica e costruire una classe dirigente consapevole e preparata.
Quali valori ritiene oggi irrinunciabili per l’UDC?
R. I valori che hanno sempre caratterizzato il nostro percorso: la centralità della persona, la solidarietà, la fraternità, il rispetto della dignità umana, l’amore per il lavoro come strumento di realizzazione e di crescita collettiva. Sono principi che non passano di moda e che oggi, forse più di ieri, risultano necessari.
L’inaugurazione guarda anche alle elezioni comunali del 2026. Con quale spirito?
R. Con uno spirito costruttivo e inclusivo. Non ci interessa una politica fatta solo di contrapposizioni. Vogliamo contribuire alla costruzione di un progetto serio per Castronuovo, basato su competenza, ascolto e rispetto delle istituzioni. Le elezioni sono un passaggio importante, ma ciò che conta davvero è il lavoro quotidiano sul territorio.
Dai vertici nazionali dell’UDC sono arrivati segnali di apprezzamento. Che valore hanno per lei?
R. Sono segnali importanti – in particolare il messaggio del Presidente dell’UDC On. Lorenzo Cesa ha ssunto un significato di rilievo – che confermano che il lavoro sui territori viene riconosciuto. L’attenzione dei vertici nazionali rafforza il nostro impegno e ci responsabilizza ulteriormente. Significa che siamo sulla strada giusta e che l’UDC crede davvero nel radicamento locale.
Avvocato Di Sirio, la riapertura della sezione UDC a Castronuovo richiama anche una storia familiare importante. Suo padre, il Prof. Antonio Di Sirio, è stato segretario politico della Democrazia Cristiana locale e amico personale dell’On. Emilio Colombo. Quanto pesa questa eredità nel suo impegno politico?

R. È un’eredità che sento profondamente, non come un titolo da rivendicare, ma come una responsabilità morale. Mio padre, il Prof. Antonio Di Sirio, ha vissuto la politica come servizio, con rigore e passione civile, guidando per anni la sezione della Democrazia Cristiana di Castronuovo. Il suo rapporto umano e politico con l’On. Emilio Colombo è stato per me un esempio concreto di come si possa coniugare visione nazionale e attenzione autentica ai territori. Ideale: quello di una politica fatta di dialogo, competenza e rispetto delle istituzioni. Non nostalgia, ma memoria viva, che deve tradursi in impegno attuale per la nostra comunità.
La nuova sezione dell’UDC dista appena una trentina di metri dalla storica sede della Democrazia Cristiana di Castronuovo. È solo una coincidenza o un richiamo simbolico?
R. Non è una semplice coincidenza. È un richiamo forte, carico di significato. Quei pochi metri raccontano una continuità ideale più che geografica. La Democrazia Cristiana a Castronuovo ha rappresentato per decenni un punto di riferimento politico e umano, un luogo di partecipazione e di confronto.
Oggi l’UDC raccoglie quell’eredità valoriale, reinterpretandola nel presente. Essere così vicini alla storica sede della DC significa riconoscere un passato importante e, allo stesso tempo, guardare avanti, con la consapevolezza che i valori non appartengono alla nostalgia, ma al futuro. Lo scudo crociato torna non per rievocare, ma per unire e costruire.
Lei ha ricordato più volte un episodio della sua infanzia: quando, all’età di cinque anni, consegnò un mazzo di fiori all’On. Emilio Colombo durante un comizio a Castronuovo di Sant’Andrea. Cosa conserva oggi di quel momento?

R. È un ricordo che porto con me con grande emozione. Avevo solo cinque anni, ma quel gesto così semplice è rimasto impresso nella mia memoria come una sorta di primo contatto, quasi inconsapevole, con la vita pubblica. Ricordo l’atmosfera del paese, la partecipazione della gente, il rispetto e l’attenzione che circondavano l’On. Emilio Colombo.
In quel momento non potevo comprendere fino in fondo il significato di ciò che stava accadendo, ma col tempo ho capito che quel gesto rappresentava qualcosa di più: l’idea di una politica vissuta come servizio, come vicinanza alle persone e ai territori. Oggi lo considero un simbolo, non di un destino già scritto, ma di un’educazione ai valori che ho ricevuto in famiglia e che continuo a cercare di tradurre nel mio impegno quotidiano.
Un messaggio finale ai cittadini di Castronuovo di Sant’Andrea?
R. Il mio invito è semplice: partecipare. La politica non è di qualcuno, è di tutti. La sezione dell’UDC è aperta a chiunque voglia contribuire con idee, proposte e passione civile. Insieme possiamo costruire un futuro fondato sui valori che uniscono e non dividono. Riaprire oggi una sezione che si richiama a quei valori significa, per me, raccogliere un testimone che mi attribuisce una eredità politica di grande rilevanza.
a cura Redazione del Lazio.
