Con San Francesco: custodire il creato, servire gli ultimi e costruire pace.
di Camarri Cesare.
Oggi, 4 ottobre, celebriamo San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, figura che continua a parlare con forza al cuore del nostro popolo e alla coscienza di chi è chiamato a guidare la vita pubblica.
San Francesco ci ricorda che la politica, se vuole essere autentica, deve farsi servizio e non privilegio, cura dei più fragili e non difesa di interessi di parte. La sua fraternità universale ci insegna che ogni persona è degna di rispetto, e che l’arte di governare deve costruire ponti e non innalzare muri.
Dal suo amore per il creato nasce l’appello a custodire la nostra terra e a consegnarla intatta alle generazioni future. Dal suo spirito di pace sgorga il richiamo al dialogo, alla concordia e alla riconciliazione, valori indispensabili in un tempo segnato da divisioni e conflitti.
San Francesco, Patrono d’Italia, illumini il nostro cammino civile e politico.
Il 4 ottobre non è solo memoria di un grande santo, ma un richiamo vivo a una missione politica etica e responsabile, capace di unire l’Italia nella giustizia e nella speranza.
Francesco non intendeva la pace come semplice assenza di guerra, ma come armonia interiore, riconciliazione con Dio, con gli uomini e con il creato. La sua preghiera inizia con “Signore, fa’ di me uno strumento della Tua pace”, indicando che la pace non nasce dall’uomo, ma è grazia che deve essere accolta e condivisa.
Per i governanti e i politici, la lezione francescana significa scegliere il dialogo invece dello scontro, il bene comune sopra gli interessi di parte, la mediazione come strumento di stabilità e giustizia.
Attualità del messaggio.
In un mondo segnato da conflitti e divisioni, Francesco rimane un simbolo universale di pace. Non a caso, Giovanni Paolo II convocò ad Assisi nel 1986 il grande incontro mondiale di preghiera per la pace, proprio sotto il segno del Santo.
L’incontro con il Sultano nel 1219 resta segno luminoso di apertura e riconciliazione: un invito sempre attuale per chi guida le istituzioni a scegliere la via del confronto e non dello scontro, della concordia e non della divisione.
Oggi più che mai, la politica è chiamata a farsi strumento di pace, traducendo in gesti concreti l’eredità spirituale di San Francesco, perché solo nella pace si costruisce il futuro dell’Italia e del mondo.
Prof. Camarri Cesare.
