Profetico l’impegno dell’On. Decio Terrana, che con la sua missione politica rende attuale la Dottrina Sociale della Chiesa e si pone in perfetta sintonia con le parole del Santo Padre.
di Camarri Cesare.
Le parole di Papa Leone XIV pronunciate durante l’incontro annuale con la “Rete Internazionale dei Legislatori Cattolici”, ci richiamano a una grande visione che affonda le radici negli insegnamenti di Sant’Agostino e che, tuttavia, conserva un’attualità sorprendente. La storia appare come un campo di battaglia tra due città (scriveva il Santo di Ippona nella sua memorabile opera “De Civitate Dei” redatta tra il 413 e 426) da una parte la Città dell’Uomo, edificata sull’orgoglio, sull’autosufficienza e sull’amore disordinato di sé, che conduce inevitabilmente alla ricerca del potere, al culto del prestigio e al dominio del piacere. Dall’altra la Città di Dio, costruita sull’amore di Dio che si traduce in amore per il prossimo, dove la giustizia, la carità e l’umiltà non sono segni di debolezza ma strumenti di edificazione di una società più giusta e pacifica.
Sant’ Agostino invitava i cristiani a non estraniarsi dalla realtà, ma a viverla portando dentro di essa il lievito del Vangelo. La fede non è fuga dal mondo, bensì fermento che lo trasforma dall’interno, orientandolo verso la sua pienezza in Dio e, nello stesso tempo, garantendo una prosperità umana autentica già in questa vita.
Papa Leone XIV, richiamandosi a questa visione, ci mostra come tale prospettiva sia ancora più necessaria oggi. Viviamo infatti in un’epoca segnata da rapidi mutamenti: gli antichi equilibri geopolitici si stanno sgretolando, emergono nuovi poli di potere, e le multinazionali insieme alle tecnologie digitali hanno assunto un’influenza globale senza precedenti, spesso superiore a quella dei governi stessi. A ciò si aggiunge la piaga dei conflitti che devastano intere nazioni e generano un’umanità ferita e smarrita.
Di fronte a queste sfide, la domanda che Leone XIV pone è radicale: come possiamo portare a termine il compito che Dio ci è affidato? Non si tratta di rifugiarsi in una sterile contrapposizione, né di condannare in blocco la città terrena, ma di trasfigurarla dall’interno con la forza della fede. I cristiani sono chiamati ad essere “cittadini di due città”, testimoniando con la loro vita che è possibile coniugare progresso e giustizia, sviluppo e solidarietà, libertà e responsabilità morale.
La risposta allora non è teorica, ma pratica: si tratta di incarnare i valori del Regno di Dio nei luoghi concreti in cui viviamo: la famiglia, il lavoro, la vita civile e politica, le relazioni sociali e culturali. Ogni gesto di carità, ogni scelta di giustizia, ogni atteggiamento di umiltà diventa un mattone con cui costruiamo la Città di Dio dentro la Città dell’Uomo.
Visione profetica dell’On. Decio Terrana.
Profetico l’impegno dell’On. Decio Terrana, che con la sua azione politica rende attuale la Dottrina Sociale della Chiesa e si pone in sintonia con le parole del Santo Padre.
La missione che l’Onorevole sta portando avanti: una missione non improvvisata né limitata a contingenze politiche, ma radicata in una visione più alta, che affonda le sue radici nella tradizione cristiana e nel pensiero sociale della Chiesa. Definirlo “profetico” non è un semplice riconoscimento di merito personale, ma significa riconoscere che il suo agire politico ha saputo anticipare e interpretare, con sensibilità spirituale, ciò che Papa Leone XIV ha richiamato con autorevolezza.
In un tempo in cui la politica rischia di ridursi a calcolo di interessi, ricerca di consenso e logiche di potere, l’impegno dell’On. Terrana assume un significato alternativo e dirompente: mostra che è possibile vivere la politica come vocazione e non come mera professione, come servizio e non come privilegio, come responsabilità condivisa e non come dominio.
Si può ben dire che l’On. Decio Terrana sia stato profetico nel suo costante richiamo ai cristiani a vivere la fede anche nell’impegno politico e sociale. La sua visione — quella di portare i principi eterni del Vangelo e la Dottrina Sociale della Chiesa dentro la polis — si inserisce perfettamente nell’insegnamento espresso da Papa Leone XIV.

A conferma di ciò si segnala che l’On. Terrana è stato promotore e relatore del convegno tenutosi a Grosseto il 13 giugno c.a., dal titolo “Dottrina Sociale della Chiesa ed impegno dei cattolici in politica”, durante il quale ha trattato temi centrali legati alla missione politica dei cristiani e alla necessità di un rinnovato impegno nella vita pubblica alla luce del Vangelo.
Rendere attuale la Dottrina Sociale della Chiesa significa proprio questo: tradurre nella concretezza della polis i principi del Vangelo — dignità della persona, solidarietà, sussidiarietà e bene comune — affinché non restino parole astratte, ma diventino linee guida per scelte politiche, amministrative e sociali.
In tal senso, le parole del Santo Padre non soltanto confermano l’orientamento dell’On. Terrana, ma ne sigillano la bontà e la necessità, incoraggiandolo a perseverare nella strada intrapresa. È qui che la dimensione profetica emerge con chiarezza: non si tratta di guardare al futuro con vaghe utopie, ma di indicare già oggi il cammino da intraprendere per costruire una società più giusta, solidale e luminosa.
Prof. Camarri Cesare.
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