Il verde di Roma muore in piedi… e cade addosso ai cittadini.
La caduta di alberi e rami nelle strade di Roma non è più un fatto eccezionale: è diventata un’emergenza costante.
Ogni temporale, ogni folata di vento, si trasforma in un rischio concreto per chi cammina, per chi guida, per chi semplicemente vive la città. Ma non possiamo continuare a dare la colpa al maltempo. Il vero problema è uno solo: anni di incuria e di assenza di manutenzione programmata.
Il verde pubblico della Capitale è un patrimonio unico, con alberi storici che raccontano secoli di vita . Ma senza potature regolari, senza monitoraggi fitosanitari, senza un piano di cura costante, queste radici diventano fragili, i tronchi instabili, i rami pericolosi.
E così il verde, che dovrebbe proteggerci e migliorare la nostra qualità di vita, si trasforma in una minaccia silenziosa.
Questa situazione non è frutto del caso, ma della negligenza amministrativa di chi, da anni, non ha saputo mettere in campo un piano serio di prevenzione. Interventi spot dopo una tragedia non bastano: servono strategie di lungo periodo, risorse dedicate e una gestione professionale del verde urbano.
Roma non può essere la città che cade insieme ai suoi alberi.
La sicurezza dei cittadini non è un favore che si concede: è un dovere inderogabile di chi governa. E quando un albero cade perché nessuno lo ha controllato, cade anche la credibilità di chi amministra.
Chi guida la Capitale deve capire che la manutenzione è prevenzione e la prevenzione è sicurezza.
Perché ogni albero che si abbatte per incuria non è solo un danno ambientale: è un atto di accusa contro un’amministrazione che si sgretola, proprio come i rami che lascia marcire.
Redazione Lazio


