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Nel cuore di un tempo ferito da contrapposizioni feroci, da una comunicazione pubblica degenerata in aggressione permanente e da un’arena politica sempre più simile a un ring, giunge – con una forza che scuote e rigenera – il contributo scritto dal Prof. Cesare Camarri. Un intervento che non è solo lucido e ben argomentato, ma è soprattutto testimone autentico di un pensiero altro: un pensiero che osa disarmare dove tutto spinge ad armarsi, che osa riconciliare dove tutti cercano pretesti per dividere.
È raro, oggi, leggere parole così limpide e coraggiose. Il Prof. Camarri non si rifugia nella retorica del “volemose bene”, né si appella a vaghi idealismi: il suo è un appello concreto, radicale e rivoluzionario. Rivoluzionario perché evangelico. E l’evangelo, si sa, è scandalo per i forti, ma salvezza per chi crede nella forza mite del bene.
La sua riflessione parte da una frase potente attribuita a Papa Leone XIV, secondo cui la pace vera è disarmata e disarmante. È un concetto che non si limita a evocare una condizione esterna – l’assenza di armi – ma indica un cambiamento profondo di postura, di spirito, di relazione con il mondo. È l’invito a svestirsi delle corazze ideologiche e delle armi dialettiche, per tornare nudi e autentici davanti all’altro. È la rinuncia alla logica del dominio per riabbracciare la logica del servizio.
La politica disarmata, come ben dice Camarri, non è una politica debole. È, anzi, la più forte, perché richiede coraggio, coerenza, umiltà. È quella politica che non ha paura di essere gentile, che non urla, non offende, non manipola. È quella che ha il coraggio di porgere l’altra guancia, ma non per passività: per attiva scelta di costruzione. È quella che, come ricorda l’on. Decio Terrana, prende le mosse dalla Dottrina Sociale della Chiesa, si radica nella verità e si traduce in carità operosa.
L’editoriale del Prof. Camarri è anche un atto di fiducia. Fiducia che, nel marasma di questa epoca, esistano ancora cittadini e credenti capaci di recepire un messaggio così profondo. È anche, e soprattutto, un atto di gratitudine verso chi oggi – spesso nel silenzio e lontano dai riflettori – sta già incarnando questo stile: uomini e donne che non si piegano alla rissa, che scelgono di essere luce, non di riflettere il buio circostante.
Tra questi, lo stesso on. Terrana viene ricordato con ammirazione e rispetto, come figura emblematica di un impegno politico coerente, mite, ma risoluto. Uno stile che non impone, ma convince. Che non si fa propaganda, ma testimonianza. Che non cerca facili consensi, ma costruisce coscienze libere.
Il convegno di Grosseto dedicato alla Dottrina Sociale della Chiesa – di cui Camarri riporta lo spirito – non è stato solo un evento, ma un segno. Un’indicazione di rotta. Un faro acceso nel buio dell’indifferenza e del disincanto.
In un tempo in cui tutti parlano “contro”, quest’articolo parla “per”: per una politica che guarisce, che riunisce, che riconsegna dignità al dibattito pubblico. Una politica che non si accontenta di vincere, ma vuole servire.
Grazie, Professore Camarri.
Grazie per averci ricordato che una via alternativa esiste. Che la mitezza non è un’opzione per anime deboli, ma una forza rivoluzionaria per cuori liberi. Che l’umanesimo non è un ricordo del passato, ma un’urgenza del presente.
Se torneremo a costruire ponti invece di scavare trincee, se impareremo ad ascoltare prima di attaccare, se avremo il coraggio di non rispondere all’odio con odio, ma con pensiero e carità, sarà anche merito di parole come queste.
Parole che non fanno rumore, ma lasciano traccia.
Parole che disarmano. E per questo, convincono.
🕊️ FIDES – SPES – CARITAS
Editoriale a cura di Michele Interrante “Il Popolo”
Ispirato e dedicato al pensiero del Prof. Cesare Camarri, Presidente dell’Associazione Etica e Valori Cristiani.
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