di Camarri Cesare.
Nel nostro tempo, attraversato da tensioni crescenti, aggressività verbale, violenza sociale e scontro ideologico, risuona come un richiamo profetico la frase di Papa Leone XIV sulla pace disarmata e disarmante. Parole semplici, ma cariche di una rivoluzione evangelica: non si tratta solo di rinunciare agli strumenti della guerra, ma di costruire un ordine nuovo fondato sulla fiducia, sulla verità e sulla mitezza.
Applicare questa visione alla politica significa immaginare – e soprattutto vivere – una politica disarmata e disarmante. Una politica che non brandisce la forza del potere ma si affida alla forza della coscienza. Che non innalza muri dialettici ma tende mani sincere. Una politica che non fa dell’avversario un nemico da annientare, ma una persona con cui tessere rapporti amichevoli.
Una politica è disarmante quando è disarmata, ovvero non porta con sé strumenti e motivi di conflitto, non produce ostilità, non alimenta guerre ideologiche. Non teme di mostrare il volto umano, che ascolta, accoglie, ricuce. È la politica che rifiuta l’odio e il calcolo, che rinuncia all’arma del potere fine a sé stesso, per abbracciare il servizio, il dialogo, il bene comune.
La politica disarmata è quella che rinuncia alla retorica dell’odio, alla manipolazione delle paure, all’uso strumentale del dolore. È una politica nuda di interessi, ma rivestita di compassione. È la politica del coraggio morale, che osa la verità anche quando è scomoda, ma sempre con rispetto.
Disarmante è, a sua volta, la politica che spiazza perché sceglie la mitezza invece del cinismo. Che sorprende perché non reagisce con rabbia, ma risponde con intelligenza e cuore. Una politica che toglie le armi all’aggressione, all’ideologia, al fanatismo – proprio perché non ne impugna alcuna.
Come cristiani e cittadini, siamo chiamati a riscoprire questa vocazione. A diventare noi stessi “disarmanti”, nella parola, nello stile, nella testimonianza. Perché solo ciò che è vero, mite e puro può cambiare davvero il mondo.

È questa la politica dei grandi testimoni della fede civile e cristiana: da Don Luigi Sturzo ad Aldo Moro, da Giorgio La Pira a Giuseppe Lazzati. È anche la via che oggi alcuni uomini e donne, animati dal Vangelo e dalla Dottrina sociale della Chiesa, cercano di percorrere con umiltà e fermezza, come l’On. Decio Terrana, che incarna con coerenza il volto mite, ma deciso di un impegno politico ispirato alla carità e alla verità.
È questo lo spirito che ha animato il Convegno di Grosseto del 13 giugno, dedicato alla Dottrina Sociale della Chiesa e all’impegno dei cattolici in politica. In quell’occasione, attraverso parole profonde ed autentiche pronunciate dall’on. Terrana, si è resa visibile una politica che nasce dalla fede, si nutre della verità e si traduce in carità operosa ed ha insegnato a noi come cittadini e credenti che possiamo scegliere di disarmare il mondo con la forza mite della dell’amore e con la parola del Vangelo per una politica che non fa rumore, ma lascia traccia. Non grida, ma convince. Non impone, ma costruisce.

Papa Leone XIV ha parlato di pace disarmata e disarmante: non una pace negoziata col ricatto, ma una pace che nasce dal disarmo del cuore. Allo stesso modo, la politica che vogliamo testimoniare non è calcolo né propaganda, ma scelta radicale di servire l’uomo in ciò che ha di più alto: la sua dignità, la sua libertà, la sua sete di giustizia.
Una politica che non cerca di conquisterà facili e futili consensi, ma le coscienze di donne e uomini di “buona volontà”. Non diffonde discordia, ma seminerà semi di civiltà. Può essere minoranza oggi, ma sarà verità domani. Perché ciò che è disarmato non è fragile, è evangelico. E ciò che è disarmante non è ingenuo, è luminoso.
Ed è proprio da qui, da questa forza mite e rivoluzionaria, che potrà rinascere una politica nuova a misura di donne ed uomini per il bene comune della società.

Prof. Camarri Cesare
Presidente Associazione Etica e Valori Cristiani.
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