
Intervento programmatico del Presidente Nazionale, Antonino Ingrosso
«Cari tesserati, stimati rappresentanti dei territori, amici delegati,
Vi ringrazio per essere qui oggi, in questa giornata del 12 ottobre che per la nostra Costituente Democratica Liberale rappresenta un momento di sosta, di ascolto e di profonda riflessione comune.
Guardando questa sala, avverto un sentimento forte: non l’entusiasmo passeggero di una piazza urlante, ma la serietà di una comunità di donne e uomini che avverte la responsabilità del momento storico che l’Italia sta vivendo.
Oggi siamo chiamati a dare sostanza e profondità a un principio che rischia spesso di essere svuotato: la politica deve tornare ad essere servizio.
Vorrei che riflettessimo insieme, con pacatezza, su queste parole.
Il servizio non è una concessione benevola del politico di turno, né un paravento retorico da usare in campagna elettorale.
È la natura stessa della democrazia.
Servire significa riconoscere che il potere non appartiene a chi siede nei palazzi, ma ai cittadini e alle imprese che, ogni giorno, con il loro lavoro e i loro sacrifici, mantengono vivo questo Paese.
Quando la politica dimentica questa verità, smette di essere lo strumento per risolvere i problemi e si trasforma essa stessa in un problema.
Per cambiare questa deriva, la CdL propone un percorso di stabilità e di chiarezza, fondato sui nostri pilastri programmatici e morali:
– Onestà, Trasparenza, Sicurezza e Futuro.
* Il dovere della gratitudine per la nostra battaglia in Puglia:
*Proprio in questa ottica di verità, questo convegno deve aprirsi con un ringraziamento profondo, politico e umano.
Voglio ringraziare pubblicamente tutte le cittadine e i cittadini che nelle ultime elezioni regionali ci hanno dato fiducia, sostenendo con il loro voto libero la nostra lista
“La Puglia con Noi”.
Una lista fortemente voluta dalla nostra Costituente Democratica Liberale insieme agli amici della vecchia e storica Democrazia Cristiana, uniti dall’esigenza di riportare i valori del popolarismo e dello scudo crociato nei territori.
Siamo orgogliosi del cammino fatto: ci siamo presentati come la quinta forza del centro-destra, al fianco di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati.
Eppure, dobbiamo dirlo con estrema chiarezza, abbiamo dovuto combattere con le mani legate dietro la schiena per ragioni burocratiche mai del tutto chiarite, siamo stati tagliati fuori ed esclusi dalle schede elettorali in tre importanti circoscrizioni provinciali.
Nonostante questa parzializzazione ingiusta che ci ha impedito di correre ovunque, le nostre idee hanno camminato sulle gambe di candidati eccezionali e di elettori coraggiosi.
* Le idee contro la logica delle poltrone e la manovra della nuova legge elettorale:
*Noi non siamo qui per mendicare una frazione di potere o una facile forza di governo.
La CDL non partecipa al mercato delle poltrone.
La nostra missione è più alta ed estremamente chiara:
stiamo cercando di far capire al popolo che sono le nostre idee, le nostre proposte e la nostra condotta morale che servono a cambiare radicalmente la politica di questo Paese.
Chi gestisce il potere oggi ha paura delle voci libere.
Proprio in questi giorni, questo governo ha approvato una nuova legge elettorale nazionale che, con la scusa della stabilità, è stata scritta appositamente per tagliarci ancora una volta le gambe.
Si tratta di norme che restringono ulteriormente gli spazi di partecipazione democratica per le formazioni d’ispirazione ideale come la nostra.
È un meccanismo studiato a tavolino dai grandi apparati per blindare se stessi.
* La riflessione etica e la denuncia del Cdl:
Davanti a questi ostacoli, la linea politica tracciata dalla CDL è limpida e non ammette ipocrisie.
Noi abbiamo il dovere morale di esprimere le nostre idee, di presentare la nostra identità Cattolico-democratica e liberale e di offrire al Paese un programma alternativo di onestà e sicurezza.
Noi facciamo la nostra parte, ponendoci come servizio.
Ma la responsabilità ultima spetta ai cittadini.
Se la gente vuole cambiare davvero questo Paese, noi ci siamo e siamo pronti.
Altrimenti, se gli elettori preferiscono continuare a fidarsi di questo sistema, devono sapere che è la loro fine.
Perché questa politica attuale è fatta esclusivamente di poltrone, di accordi sottobanco e di una corsa affannosa per assicurarsi un posto al sole.
Noi rifiutiamo questa deriva.
* La Certezza della Pena e la Tutela della Sicurezza:
Garantire la sicurezza e la serenità del popolo è parte integrante di questo cambiamento.
La nuova politica deve ripristinare e rafforzare le leggi che proteggono il cittadino onesto, immettendo nel sistema regole chiare e il principio della certezza della pena.
Chi sbaglia deve pagare, senza scappatoie burocratiche.
Dobbiamo dare più poteri e tutele alle nostre Forze dell’Ordine, che meritano massimo rispetto.
Assistiamo a troppi episodi di violenza urbana e a scorribande di bande giovanili che, alimentate da anni di impunità e debolezza politica, osano sfidare le leggi dello Stato e aggredire chi indossa una divisa.
Servono leggi forti per fermare il degrado e ristabilire l’ordine e il rispetto delle regole.
* La Pubblica Amministrazione come “Casa di Vetro”:
All’onestà dobbiamo affiancare una trasparenza totale.
La burocrazia opprimente e l’opacità dei procedimenti sono i veri freni allo sviluppo economico.
Vogliamo una pubblica amministrazione efficiente e tracciabile.
Sosteniamo l’azione delle autorità di controllo e le riforme dell’ “Autorità Nazionale Anticorruzione,” affinché il merito sostituisca definitivamente il clientelismo.
* L’Etica della Responsabilità e il Taglio dei Privilegi:
L’onestà in politica è un’etica della responsabilità che parte dall’alto.
Non si può chiedere rigore alle famiglie se le istituzioni non dimostrano sobrietà.
Per questo sosteniamo che un taglio netto ai costi della politica e ai privilegi degli apparati sia un atto di giustizia non più rinviabile, utile a recuperare risorse per la sanità territoriale e la scuola.
* La Lungimiranza del Futuro contro l’Immediatezza del Consenso:
Infine, lo sguardo al futuro. Una politica schiacciata sul presente, che rincorre l’emotività di un post sui social, è una politica incapace di governare.
Pensare al futuro significa investire sulla formazione dei giovani, sulla ricerca e sull’innovazione, accompagnando le nostre piccole e medie imprese con pragmatismo, difendendo l’eccellenza del nostro territorio.
Cari amici, il cammino richiede fermezza, equilibrio e una visione limpida. Sostituiamo la logica degli accordi sottobanco con la cultura del confronto e del servizio. Continuiamo a lavorare uniti, fieri delle nostre radici e della nostra identità.
Viva la Costituente Democratica Liberale,
Viva l’Italia!
Grazie a tutti e buon proseguimento nei lavori del nostro
Convegno



