
In tempi come questi in cui dalla terra santa ai confini orientali dell’Europa , dal sud america all’estremo nord della terra dei ghiacciai, imperversano furori di guerra e di odio , sarebbe bello parlare solo di pace e di amore. Magenta città lombarda della musica e della Santa Gianna , la santa dell’amore e della famiglia è certamente una ottima occasione per farlo, ma Magenta è nota nel mondo anche e di più per il colore a cui ha dato il nome. Il Rosso Magenta o semplicemente il Magenta. Non tutti ricordano, anche tra i più colti, che tale colore , una tonalità molto particolare di rosso, è collegata alle immagini della Battaglia di Magenta. Il 4 giugno del 1859 a Magenta si affrontarono infatti, gli eserciti Austriaci e i Franco Piemontesi. La disfatta degli austriaci aprì le porte al nuovo equilibrio geo politico dell’Europa . Ma quel rosso aveva a che fare con il sangue mischiato alla polvere di una giornata calda e ventosa che macchiava le divise delle migliaia di corpi degli Zuavi della fanteria francese. Fu una battaglia sanguinosa da ambo le parti ma da lì nacque forse l’Italia . Molte sono le immagini che ritraggono scene della battaglia , tra queste la più famosa è la tela di Giovanni Fattori , macchiaiolo toscano e non testimone diretto, dipinse a posteriori, circa 3 anni dopo , con maestria e umanità , dopo accurato studio storico e paesaggistico. Il “segretario fiorentino” Niccolò Macchiavelli circa 4 secoli prima scriveva. Noi abbiamo detto di sopra come ad un Principe è necessario avere li suoi fondamenti buoni; altrimenti di necessità conviene che rovini. I principali fondamenti che abbino tutti gli Stati, così nuovi come vecchi o misti, sono le buone leggi e le buone armi; e perchè non possono essere buone leggi dove non sono buone armi, e, dove sono buone armi conviene che siano buone leggi.
Purtroppo la guerra, pur crudele, infatti talvolta è inevitabile da secoli ed è ancora il nostro Macchiavelli che scrive : infatti essendo adunque un Principe necessitato sapere bene usare la bestia, debbe di quella pigliare la volpe e il lione; perchè il lione non si defende da’ lacci, la volpe non si defende da’ lupi. Bisogna adunque essere volpe a cognoscere i lacci, e lione a sbigottire i lupi.
Secondo gli storici la battaglia di Magenta, rappresenta un evento cruciale della seconda guerra di indipendenza che costò la vita ad almeno 6000 giovani soldati oltre ad innumerevoli feriti.
Nel giugno 1959 Il presidente della repubblica italiana , il pontederese Giovanni Gronchi celebrò fortunatamente in un clima di pace, il centenario con il presidente francese Generale Charles de Gaulle ed ogni anno la data , è stata sempre adeguatamente celebrata.Domenica 7 giugno anche quest’anno a Magenta ci sarà la rievocazione storica con centinaia di figuranti in costumi originali, 4 cannoni, soldati , carri e cavalieri, fucili ed altre armi ovviamente tutte caricate a salve, con lo speaker che spiegherà passo passo la rievocazione degli eventi . Sarà anche quest’anno come una scenografia cinematografica che coinvolgerà la città e la cittadinanza .
Uno spettacolo da vivere e da osservare, per grandi e piccini, che rievoca una importante pagina di storia. Ci saranno bandiere e tricolori, ma sopratutto sarà l’occasione per conoscere la storia dell’ Italia, la storia dell’Europa, con la consapevolezza dei sacrifici di sangue che i nostri bisnonni hanno sofferto per donarci la libertà di cui oggi godiamo.
Prof Gian Paolo Leoncini


