
Di Gallina Donato
Una preoccupante ondata di atti vandalici ha scosso la tranquillità di Nettuno nei primi mesi del 2025, con una particolare escalation nei confronti delle automobili in sosta, inclusi i veicoli degli allievi della Scuola di Polizia. Secondo il sindacato di polizia Coisp, da mesi si osservano ripetuti episodi di danneggiamento, vandalismo e furti ai danni delle automobili parcheggiate nella città. A gennaio 2025, le auto degli allievi vice ispettori della Polizia di Stato, in corso di formazione presso l’Istituto di Nettuno, sono state pesantemente prese di mira: vetri frantumati, carrozzerie graffiate e, in alcuni casi, tutte le ruote tagliate. Nonostante un sistema di rotazione dei parcheggi implementato dal direttore dell’istituto, il problema persiste a causa della carenza di controlli nelle aree circostanti. Il Coisp ha espresso forte preoccupazione, definendo la situazione “insostenibile”. Ha lanciato un appello urgente al Ministero dell’Interno, alla Questura e alle autorità competenti affinché vengano adottate misure concrete, come potenziamento del personale di polizia e maggiore sorveglianza sul territorio. Anche il sindacato Sap ha sollecitato l’adozione di misure strutturali: accesso a parcheggi interni all’istituto, aree parcheggio delimitate in zone vicine e l’installazione di telecamere di sorveglianza per scoraggiare i responsabili e facilitare la loro identificazione. Il sindaco Nicola Burrini ha fatto proprio l’allarme lanciato dalle forze dell’ordine, ribadendo la necessità di un rafforzamento delle dotazioni e del personale di polizia per difendere la sicurezza della cittadinanza.
Ma Il vandalismo, oltre a essere un reato, è anche un fenomeno con importanti implicazioni psicologiche. Esplorare questo lato aiuta a capire le motivazioni, i bisogni insoddisfatti e le dinamiche sociali che spingono alcune persone – soprattutto adolescenti e giovani adulti – a distruggere, imbrattare o danneggiare beni pubblici o privati. Capire le motivazioni psicologiche è fondamentale per affrontarlo non solo con misure punitive, ma anche educative e preventive.
Cosa spinge a distruggere una panchina in marmo sul lungo mare di Nettuno (foto) o a rompere giostrine per bambini nei parchi urbani o a scardinare un segnale stradale? Una prevenzione solo repressiva non potrà mai salvarci da questo fenomeno così odioso distruttivo senza una sana educazione che parte dall’infanzia.
G.D.


